I nuovi veicoli dovranno essere progettati per avere una percentuale obbligatoria di plastica riciclata e consentire la facile rimozione della maggior parte dei componenti secondo la proposta legislativa votata dal Parlamento Ue il 18 giugno 2026. L’atto trasforma la vecchia direttiva settoriale in un regolamento europeo direttamente applicabile, istituendo un regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) strutturato per il comparto automotive. La normativa impone alle case costruttrici l’onere finanziario e organizzativo della gestione dei flussi a fine vita, forzando l’adozione di criteri di ecodesign volti a massimizzare il recupero delle frazioni metalliche e plastiche e a potenziare la rete dei centri di autodemolizione autorizzati sul territorio comunitario.
Ecodesign obbligatorio e semplificazione per i centri di raccolta
La riforma obbliga i produttori a mappare i materiali impiegati nelle linee di montaggio, vietando l’uso di accoppiati complessi e imponendo soluzioni di assemblaggio che consentano la rapida rimozione dei componenti polimerici e delle centraline elettroniche prima della frantumazione.
Questo meccanismo alimenta il mercato delle materie prime seconde, garantendo la disponibilità di plastica riciclata di alta qualità da reimpiegare nei nuovi cicli manifatturieri.
Per i centri di demolizione associati, l’introduzione dei sistemi EPR garantisce risorse stabili per l’adeguamento delle infrastrutture di cernita, favorendo la tracciabilità dei flussi e riducendo gli oneri burocratici per il trasporto dei rottami puliti destinati alle fonderie.
Cosa cambia per gli operatori
L’entrata in vigore del regolamento stabilizza il quadro degli approvvigionamenti industriali per i riciclatori, innalzando il valore commerciale dei flussi derivanti dai veicoli fuori uso.
Le aziende dovranno implementare sistemi informatici pronti a dialogare con i passaporti digitali dei componenti automobilistici, certificando l’effettivo avvio a recupero delle matrici e mitigando i rischi sanzionatori collegati alle esportazioni illecite di rottami al di fuori dei confini unionali.

