La consultazione comunitaria sui registri dei produttori di imballaggi rappresenta un passaggio cruciale per standardizzare i flussi di informazione tra gli Stati membri nel rispetto del nuovo regolamento europeo PPWR. La presa di posizione del mondo industriale italiano sottolinea l’importanza di non replicare obblighi burocratici già assolti attraverso i consorzi di filiera nazionali. La definizione di formati digitali aperti e proporzionati è essenziale per monitorare i regimi di responsabilità estesa del produttore, garantendo condizioni di mercato paritarie tra le imprese manifatturiere europee e gli operatori dell’e-commerce con sede in Paesi terzi.
La disciplina europea dei registri nazionali dei produttori
Nell’ambito delle attività di implementazione del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), la Commissione Europea ha pubblicato uno schema di regolamento di esecuzione volto a disciplinare, ai sensi dell’articolo 44, paragrafo 14, i modelli armonizzati per l’iscrizione ai registri nazionali dei produttori e le modalità digitali di comunicazione periodica delle informazioni sui volumi di packaging immessi sul mercato.
La proposta di atto esecutivo persegue l’obiettivo di rendere omogenei i criteri di catalogazione dei dati relativi ai quantitativi, alle composizioni merceologiche e alle quote di materia riciclata presenti negli imballaggi primari, secondari e terziari commercializzati nei diversi Paesi dell’Unione.
L’armonizzazione dei formati mira a rafforzare la trasparenza e l’efficacia dei regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR), semplificando al contempo le attività di controllo da parte delle autorità doganali e degli organismi nazionali di vigilanza.
In risposta all’avvio della consultazione pubblica, Confindustria ha depositato una memoria tecnica contenente puntuali osservazioni a tutela della competitività e della linearità procedurale delle imprese manifatturiere. Il documento evidenzia come la predisposizione del futuro formato europeo debba evitare la duplicazione degli adempimenti informativi a carico delle aziende operanti in Italia, dove sono già attivi sistemi di rendicontazione strutturati, consolidati ed efficaci gestiti dai consorzi di filiera e dalle banche dati camerali.
Necessari protocolli di interoperabilità informatica
La rappresentanza confindustriale ha sollecitato l’adozione di protocolli di interoperabilità informatica che consentano l’acquisizione massiva e aggregata dei dati tramite i sistemi collettivi di conformità riconosciuti, alleggerendo le micro, piccole e medie imprese da complesse procedure di trasmissione individuale. Viene inoltre evidenziata la necessità di limitare il set di dati richiesti alle sole informazioni strettamente indispensabili al calcolo degli obblighi ambientali, tutelando il segreto industriale e la riservatezza commerciale dei dati di produzione e vendita delle singole aziende.
Un ulteriore elemento rimarcato nel contributo industriale riguarda la parità di trattamento verso i venditori stabiliti in territori extra-europei che distribuiscono prodotti sul mercato unionale tramite piattaforme digitali di e-commerce. La proposta esecutiva deve garantire che l’obbligo di iscrizione al registro e la nomina del mandatario autorizzato siano applicati con lo stesso rigore operativo e doganale previsto per i produttori residenti, prevenendo disparità concorrenziali a danno delle filiere produttive europee.


