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Green claims: accordo politico in Consiglio UE, via libera al Trilogo con tutele per le PMI

Il Consiglio Ambiente dell’UE ha raggiunto un orientamento generale sulla Direttiva Green Claims. L’accordo sblocca l’iter legislativo introducendo meccanismi di flessibilità per le PMI e valorizzando i marchi ecologici nazionali, pur mantenendo ferma la lotta alle asserzioni ambientali ingannevoli.

Il compromesso politico

Dopo settimane di stallo negoziale, il Consiglio Ambiente dell’Unione Europea ha trovato la quadra sulla proposta di Direttiva relativa alle asserzioni ambientali (Green Claims Directive), adottando il proprio orientamento generale.

Questo passaggio è fondamentale perché consente di avviare i negoziati finali (Trilogo) con il Parlamento Europeo e la Commissione, previsti per l’inizio del 2026. Il testo approvato rappresenta un compromesso che cerca di bilanciare la tutela dei consumatori contro il greenwashing con la necessità di salvaguardare la competitività delle imprese europee, evitando oneri burocratici sproporzionati.

Verifiche agevolate e ruolo delle etichette

Rispetto alla proposta iniziale della Commissione, il Consiglio ha introdotto modifiche significative a favore del tessuto produttivo minore.

Sebbene resti fermo il divieto di utilizzare claim generici o non comprovati scientificamente, sono state previste procedure semplificate per le Piccole e Medie Imprese (PMI), con iter di certificazione agevolati e l’esclusione delle microimprese dagli obblighi di verifica ex-ante più onerosi.

Inoltre, viene riconosciuto un ruolo più forte ai sistemi di etichettatura ecologica già esistenti a livello nazionale (come i marchi di qualità ecologica regionali o statali), a patto che dimostrino di rispettare standard elevati di robustezza scientifica e trasparenza.

Infine, vengono strette le maglie sui claim basati sulla compensazione delle emissioni (offsetting), che dovranno essere distinti in modo inequivocabile dalle riduzioni effettive dell’impronta carbonica aziendale.