La geolocalizzazione per la Categoria 5 entra nella fase esecutiva definitiva. La Deliberazione n. 1/2026 riscrive le regole tecniche del 2024, posticipando la scadenza per l’attestazione GPS al 30 giugno 2026. Il dossier analizza le specifiche hardware richieste per l’interazione con il portale RENTRI e i rischi operativi legati alla cancellazione dei mezzi inadempienti.
Specifiche tecniche e aggiornamento dei requisiti 2024-2026
L’obbligo di geolocalizzazione introdotto dall’Albo non è una novità assoluta, ma con la Deliberazione n. 1/2026 riceve la sua configurazione tecnica definitiva, superando l’impostazione del dicembre 2024.
Sotto il profilo tecnico, non è più sufficiente l’installazione di un generico GPS commerciale: il sistema deve garantire la registrazione di coordinate geografiche a intervalli definiti, tali da generare una sequenza che ricostruisca fedelmente il percorso dal sito di carico a quello di destino.
La nuova deliberazione conferma che i dati devono essere esportabili in formati standard per consentire l’interazione con il sistema RENTRI.
Il dispositivo deve essere associato in modo univoco alla targa e al telaio, permettendo agli ispettori ARPA o alla Polizia Stradale di visualizzare i tragitti tramite interfacce informatiche messe a disposizione dall’azienda. Questo livello di dettaglio è il pilastro su cui poggerà l’associazione automatica tra tracciabilità fisica e Formulario Digitale.
Istruzioni per l’attestazione telematica: cosa fare entro giugno
L’onere dell’adeguamento tecnico deve essere formalizzato attraverso una nuova istanza sul portale dell’Albo.
Rispetto alle indicazioni fornite negli anni passati, la procedura 2026 richiede un’attenzione particolare alla coerenza dei dati inseriti. L’obbligo riguarda ogni singolo autoveicolo in Categoria 5 (esclusi motoveicoli e rimorchi). La procedura telematica prevede l’indicazione del tipo di sistema installato e la dichiarazione di conformità ai requisiti di interoperabilità.
Si tratta di un passaggio che non ammette ulteriori proroghe dopo quelle concesse dal Milleproroghe: il termine del 30 giugno 2026 è perentorio.
L’invio dell’istanza aggiorna l’idoneità tecnica del mezzo nel database, mettendolo al riparo dalla cancellazione d’ufficio programmata per il 1° luglio. Il consiglio operativo è verificare subito con i fornitori dei sistemi satellitari l’effettiva esportabilità dei dati nei formati previsti dai decreti direttoriali più recenti.
Rischio di cancellazione e reinserimento dei mezzi
Cosa accade ai mezzi non regolarizzati entro il 1° luglio?
La Circolare n. 2/2026 parla chiaro: l’autoveicolo perde l’autorizzazione per la Categoria 5. L’abrogazione della precedente Circolare del 2025 serve a fare chiarezza su questo punto: non ci sono più “zone grigie”. Per riabilitare un mezzo cancellato, l’impresa dovrà presentare una nuova istanza di integrazione del parco mezzi, dimostrando l’avvenuta installazione del GPS. Durante i tempi dell’istruttoria, però, il mezzo non potrà operare sui rifiuti pericolosi. Il rischio più grave resta quello sanzionatorio-disciplinare: se la cancellazione di più mezzi fa scendere la capacità di carico sotto i minimi di categoria, la Sezione regionale avvierà un’azione che può compromettere l’intera iscrizione all’Albo. La geolocalizzazione, dunque, si conferma come elemento costitutivo della legalità d’impresa, sancito da un percorso normativo iniziato nel 2024 e giunto ora al suo compimento operativo.


