La Legge n. 36/2026 (Delegazione 2025) ridisegna i confini della compliance ambientale per le imprese italiane. Il dossier esplora le implicazioni tecniche delle nuove deleghe su Ecodesign, EPR tessile e CSDDD, evidenziando le scadenze operative che scatteranno tra aprile e dicembre 2026. Un’analisi dedicata ai Responsabili ESG e HSE per preparare i sistemi di gestione aziendale ai nuovi standard di tracciabilità e dovere di diligenza.
Legge di delegazione europea: che cos’è?
Prima di analizzare le sfide produttive e i nuovi requisiti tecnici, occorre soffermarsi sulla natura formale di questo atto legislativo per evitare errori di citazione nei dossier aziendali: il provvedimento è ufficialmente la Legge di delegazione europea 2025, anche se la sua entrata in vigore è datata marzo 2026 (Legge n. 36/2026).
Questa sfasatura è dovuta al fatto che l’annualità del titolo si riferisce alla sessione governativa di programmazione del recepimento (sessione 2025), mentre il numero di legge segue l’anno solare di promulgazione.
Nelle prassi standard e nelle comunicazioni istituzionali, è fondamentale mantenere il riferimento al “2025” per permettere ai professionisti di inquadrare correttamente il provvedimento all’interno del flusso di recepimento delle direttive UE, pur specificando la data di promulgazione del 17 marzo 2026 per scopi di catalogazione ufficiale.
Diritto alla riparazione ed economia circolare: le nuove sfide produttive
Per le imprese manifatturiere, la sfida principale introdotta da questo pacchetto di deleghe risiede nel recepimento della direttiva sul “diritto alla riparazione” (2024/1799/UE).
Il Governo dovrà emanare norme che obbligheranno i produttori a garantire la disponibilità dei pezzi di ricambio e l’accesso alle informazioni tecniche per i riparatori indipendenti, contrastando l’obsolescenza programmata.
Questo obbligo si intreccia con il nuovo Regolamento Ecodesign (ESPR), creando un ecosistema normativo in cui il prodotto non termina la sua vita utile con la vendita.
Le aziende dovranno aggiornare i propri modelli di post-vendita e le strategie di progettazione, considerando la riparabilità come un parametro di conformità essenziale per il mantenimento dei titoli
di immissione sul mercato unico europeo.
Due Diligence e tracciabilità digitale: il portale delle emissioni e l’EPR tessile
Sotto il profilo della rendicontazione, la legge n. 36/2026 autorizza l’implementazione del nuovo portale delle emissioni industriali (Regolamento 2024/1244/UE).
Per i siti soggetti ad AIA, ciò comporterà un passaggio a flussi di dati molto più granulari e digitalizzati, superando il vecchio registro E-PRTR.
Al contempo, il recepimento della Direttiva CSDDD imporrà alle imprese di mappare e mitigare gli impatti ambientali lungo l’intera catena del valore. Nel settore tessile, l’istituzione del regime EPR richiederà la creazione di nuovi consorzi di gestione capaci di tracciare il fine vita dei capi d’abbigliamento. La combinazione di queste deleghe trasforma la compliance da un mero obbligo documentale a una funzione di intelligence aziendale: ogni dato, dalla riparabilità del bene alla spedizione transfrontaliere del rifiuto, dovrà essere integrato in sistemi di monitoraggio digitale pronti per le ispezioni dell’OLAF e delle autorità nazionali.


