Il Consiglio di Amministrazione del CONAI, con la circolare del 9 aprile 2026, ha ufficializzato una rilevante variazione nella classificazione merceologica delle borse riutilizzabili in plastica, note come “cabas”.
Cosa sono le borse “cabas”?
Le borse cabas sono contenitori riutilizzabili realizzati solitamente in materiale plastico resistente (come il polipropilene intrecciato o il poliestere), progettati per una lunga durata e molteplici utilizzi.
A differenza dei comuni sacchetti per la spesa “usa e getta”, i cabas si caratterizzano per una struttura semirigida, una capacità di carico elevata e la presenza di manici rinforzati.
Borse riutilizzabili “cabas” escluse
Sulla base delle nuove valutazioni tecniche, tali articoli sono stati inseriti tra i prodotti considerati “non imballaggio”, esentandoli così dall’assoggettamento al Contributo Ambientale (CAC).
Grazie alle proprietà tecniche sopra descritte, sono ora classificati come beni durevoli e non più come imballaggi, in quanto la loro funzione primaria non è solo il trasporto temporaneo delle merci, ma il loro riutilizzo sistematico nel tempo.
Parallelamente, una seconda circolare del 10 aprile ha introdotto modifiche strutturali alla procedura di rimborso per gli sfridi da autoproduzione di imballaggi, valida a partire dall’anno di competenza 2026, con l’obiettivo di semplificare e aggiornare il recupero dei contributi già versati su materie prime e semilavorati.
L’esclusione dei cabas e la semplificazione per gli sfridi
La nuova classificazione dei cabas come beni durevoli riutilizzabili e non come imballaggi rappresenta un cambio di rotta che alleggerisce gli oneri per i produttori e distributori di tali articoli.
Per quanto riguarda gli sfridi da autoproduzione, la revisione della procedura mira a correggere le inefficienze nel sistema di rimborso per le aziende che trasformano internamente materie prime già assoggettate al CAC.
Le modifiche introdotte dal 2026 richiedono un aggiornamento dei flussi documentali interni alle imprese per garantire l’allineamento alle nuove richieste del consorzio, facilitando l’ottenimento dei rimborsi spettanti sulla base dei quantitativi effettivamente scartati durante il processo produttivo.


