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Stefano Sassone in audizione presso la X Commissione della Camera dei Deputati in merito allo schema di Decreto Legge sulle materie prime critiche (MPC)

Lo scorso giovedì 5 Luglio 2024 il Direttore dell’Area Tecnica di Confindustria Cisambiente, Stefano Sassone, è stato audito dalla Xa Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, in merito allo schema di DL relativo alle c.d. “Materie Prime Critiche” (MPC).

Il contenuto dell’intervento


Nel corso dell’intervento, il Direttore dell’Area Tecnica di Confindustria Cisambiente ha ribadito in merito allo schema di DL, finalizzato a recepire, nel nostro ordinamento la disciplina contenuta nel Regolamento UE 2024/1252, il fatto di dover offrire sostegno allo sviluppo del “Landfill mining”, forse non particolarmente attenzionato dal DL, “poiché scorgiamo, in questa attività di gestione, interessi ed opportunità, ed in qualità di rappresentanti, presso le competenti sedi istituzionali, delle attività di bonifica, con particolare riferimento alla nostra presenza all’interno del Comitato Nazionale Albo Gestori Ambientali in qualità soggetto rappresentativo di tale settore.”

Infine, sarebbe opportuno, conclude Sassone, “l’inserimento tra i c.d. “Punto unico di Contatto”, anche delle discariche esaurite, luogo potenzialmente deputato all’escavazione ed estrazione di materie critiche, di cui il nostro Paese è privo, con priorità per quelle chiuse da molti anni sicuramente problematiche e oggetto di bonifica ambientale”.

Per maggiori informazioni

https://webtv.camera.it/evento/25758

Dal minuto  59: 35 al minuto 1:04:16

ISPRA: avviata consultazione pubblica sulla strategia marina

Trattasi in particolare dell’aggiornamento della definizione di “Buono Stato Ambientale” e dei target ambientali.

Che cos’è la strategia marina

Essa consiste in una iniziativa volta a proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente marino italiano, ed è attuata nel contesto della Direttiva Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino (Direttiva 2008/56/CE) dell’Unione Europea.

Con essa viene richiesto all’Italia – ed in generale ai Paesi membri della UE – di adottare misure per conseguire il buono stato ambientale (Good Environmental Status, GES) delle acque marine entro il 2020 e di mantenerlo successivamente.

Fra gli obiettivi principali rientra, tra le altre cose, anche il raggiungimento del Buono Stato Ambientale (GES), che viene misurato su tra parametri: a) conservazione degli ecosistemi marini e della biodiversità; b) protezione delle risorse marine contro l’inquinamento; c) monitoraggio e Valutazione.

La base normativa per la consultazione

La consultazione viene attuata in base alle prescrizioni di cui all’art. 16 del D. Lgs. 190/2010 (recante “Attuazione della direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino”)

L’oggetto della consultazione

Riguarda l’aggiornamento della valutazione ambientale e della definizione di “Buono Stato Ambientale” (GES) e Traguardi Ambientali (Target) per ciascuno degli 11 Descrittori della Strategia marina, predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il supporto tecnico-scientifico dell’ISPRA, nonché avvalendosi delle altre Amministrazioni sia centrali sia locali rappresentate nel Comitato Tecnico di cui all’art. 5 del D. Lgs. 190/2010.

Gli 11 Descrittori sono : Biodiversità, Specie non indigene, Pesca, Reti Trofiche, Eutrofizzazione, Integrità del fondo marino, Condizioni idrografiche, Contaminanti, Contaminanti nei prodotti della pesca, Rifiuti marini, Rumore sottomarino

Termine

La consultazione pubblica è aperta fino al 14 luglio 2024, alle ore 15:00

ISPRA: a fine agosto il termine delle osservazioni per le c.d. Linee guida per una finanza sostenibile

L’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (ISPRA) ha posto in consultazione, sul finire di maggio, le c.d. “Linee Guida per la finanza sostenibile”. Si tratta di una documentazione, in merito alla quale, i portatori di interesse possono esprimere le loro valutazioni sulla metodologia proposta e riguardante lo sviluppo di una finanza “sostenibile”.

Di cosa si tratta

Si tratta di una consultazione, aperta ai portatori di interesse, riguardante un documento di natura tecnica, intitolato “La sfida ambientale per la finanza sostenibile: metodologie, informazioni e indicatori ambientali”.

Con esso ISPRA intendere mettere a disposizione uno strumento operativo utile a fornire supporto metodologico e orientamento per la rendicontazione della sostenibilità ambientale, in conformità con i nuovi standard europei.

Perché la produzione di uno strumento utile alla rendicontazione relativa alla sostenibilità ambientale?

Poichè gli obblighi di informativa introdotti dalla regolamentazione sulla Finanza sostenibile risultano così corposi e complessi, a tal punto da implicare la necessità di un adeguato quadro di sostegno tecnico nella fase di attuazione della disciplina, che accompagni imprese e investitori a comprendere bene i contenuti e le modalità con cui generare le informazioni ambientali richieste dai nuovi standard.

La metodologia

Esso viene predisposto secondo una precisa filosofia: agevolare il processo di autovalutazione dei portatori di interesse, in maniera tale che questo sia ancorato ad una uniformità metodologica, scientificamente validata, in grado di garantire una maggiore affidabilità e comparabilità dei dati.

La consultazione

L’istituto ha posto in consultazione il documento a partire dallo scorso 22 maggio.

Il documento, posto in consultazione per una durata di tre mesi, fino al 31 agosto 2024, è accompagnato da un foglio di calcolo dei fattori medi nazionali dell’Inventario Nazionale ISPRA, parte integrante dell’Appendice metodologica per la stima di gas serra e inquinanti atmosferici.

Esso presenta un quadro di riferimento normativo e di indirizzo che richiama le politiche europee, il documento si concentra sulla determinazione degli indicatori di impatto ambientale e di rischio fisico da eventi estremi.

Gli indicatori utilizzati 

In merito agli indicatori di impatto ambientale e di rischio fisico da eventi estremi utilizzati, essi fanno riferimento al quadro regolatorio della finanza sostenibile, ma anche alle “Aspettative di vigilanza” emanate da Banca d’Italia, e quindi:

Indicatori PAI (Principal Adverse Impact) proposti dal Regolamento SFDR, alla luce della riscontrata corrispondenza nei requisiti dell’informativa pubblica previsti ai sensi della Direttiva CSRD, tra cui, ad esempio, le emissioni di gas serra; i consumi di energia rinnovabile e non; impatti sulla biodiversità; emissioni; rifiuti.

Un elemento informativo che evidenzi i rischi fisici, anche ai sensi delle “Aspettative di vigilanza” di Banca d’Italia, tra cui: le emissioni di inquinanti; uso e riciclo dell’acqua; stress idrico; degrado del suolo; presenza di specie naturali; zone protette; deforestazione.

Per ognuna di queste componenti sono riportate delle schede indicatore con una descrizione dell’indicate, la metrica e la metodologia di calcolo, nonché le possibili fonti informative.

Per consultare il documento

https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/documenti-tecnici/finanza-sostenibile

RENTRI: avviata la fase di test del FIR

Nella giornata di venerdì 21 Giugno 2024 è stata avviata la fase di test in ambiente DEMO per la gestione del Formulario Identificazione Rifiuti (FIR) digitale.

I servizi di supporto del RENTRI per l’emissione del FIR digitale

Gli utenti che non dispongono di un proprio gestionale possono utilizzare i servizi di supporto messi a disposizione dal RENTRI per:

  • emettere, gestire e sottoscrivere digitalmente il FIR digitale;
  • restituire la copia del FIR digitale;
  • trasmettere al RENTRI i dati del formulario in caso di rifiuti pericolosi.

L’emissione del FIR digitale per i soggetti che dispongono di gestione

Gli utenti che dispongono di un proprio gestionale potranno consultare le API relative ai FIR, per le funzioni di cui sopra accessibili all’indirizzo https://demoapi.rentri.gov.it/docs?page=api-flussi-operativi

Corsi sul RENTRI

Se volete approfondire la conoscenza del nuovo sistema informatico RENTRI, e organizzare un corso di formazione per la vostra Azienda, potete:

contattare la segreteria di Ambiens, al numero: 328/767 02 07 (voce/whatsapp);

scrivere a: info@ambiens.org.

MASE: aggiornato l’elenco dei siti orfani 

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha provveduto ad aggiornare l’elenco dei siti orfani.

Cosa prevede il PNRR

Esso prevede l’adozione di un Piano d’azione che individui i siti orfani di tutte le Regioni e le Province autonome e identifichi gli interventi specifici da intraprendere nonché la riqualificazione di almeno il 70 % della superficie del suolo dei siti orfani al fine di ridurre l’occupazione del terreno e migliorare il risanamento urbano (obiettivo da raggiungere entro il primo trimestre del 2026).

Che cos’è un sito orfano

Esso viene definito attraverso con l’art. 2 (Definizioni) del decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 29 dicembre 2020 (Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani).

In particolare, esso è:

  1. un sito potenzialmente contaminato in cui non è stato avviato o si è concluso il procedimento di cui all’art. 244 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, o di cui all’art. 8 del decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, per il quale il responsabile dell’inquinamento non è individuabile o non provvede agli adempimenti previsti dal titolo V, parte  quarta, del medesimo decreto legislativo, o a quelli previsti dal decreto ministeriale 1° marzo 2019, n. 46, e non provvede il proprietario del sito né altro soggetto interessato;
  2. un sito rispetto al quale i soggetti di cui agli articoli 242 e 245 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo avere attivato le procedure previste dal titolo V, parte quarta, del medesimo decreto legislativo, non concludono le attività e gli interventi.

La misura interessata

La misura interessate è la M2C4, investimento 3.4

L’atto normativo

La modifica è avvenuta DM MASE 7 Maggio 2024 .

Con esso, in particolare, vengono adottate le modifiche all’allegato 2 del Piano d’azione, il quale reca l’elenco dei siti orfani e i relativi interventi da realizzare per riqualificare la superficie del suolo, finanziati nell’ambito della misura M2C4 (Tutela del territorio e della risorsa idrica), investimento 3.4 (Bonifica del “suolo dei siti orfani”) del PNRR, per un totale di 126 siti, 7.561.165 mq, per un importo complessivo di € 500.000.000.

Per maggiori informazioni

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/06/01/24A02757/SG

UE: varata la Direttiva sulla Qualità dell’aria

L’Unione Europea modifica la propria legislazione in tema di qualità dell’aria. Infatti, lo scorso 24 aprile è stato approvato dal Parlamento, il testo definitivo dell’accordo politico provvisorio con i governi dell’UE su nuove misure per migliorare la qualità dell’aria nell’UE.

In sintesi

L’atto è stato approvato con 381 voti favorevoli, 225 contrari e 17 astensioni

L’accordo fissa nuove norme relative a limiti e valori obiettivo più severi per il 2030, rispetto alle norme attuali, per diversi inquinanti.

In particolare, i parametri interessati sono:

  • il particolato (PM2,5, PM10),
  • NO2 (biossido di azoto)
  • SO2 (biossido di zolfo).

Per il PM2,5 e NO2, i valori limite annuali devono essere più che dimezzati da 25 µg/m³ a 10 µg/m³ e da 40 µg/m³ a 20 µg/m³ rispettivamente. Ci saranno anche più punti di campionamento della qualità dell’aria nelle città e i dati da essi raccolti saranno comunicati con indici comuni tra tutti i Paesi dell’Unione rendendoli comparabili.

Inoltre, gli Stati membri potranno richiedere che la scadenza del 2030 per il raggiungimento dei valori limite per la qualità dell’aria venga posticipata fino a dieci anni, se saranno soddisfatte condizioni specifiche, anche quando le riduzioni necessarie potranno essere ottenute solo sostituendo una parte considerevole degli impianti di riscaldamento domestico esistenti che causano superamenti dell’inquinamento.

Oltre ai piani per la qualità dell’aria, richiesti per i Paesi dell’UE che superano i limiti, tutti gli Stati membri dovranno creare tabelle di marcia per la qualità dell’aria entro il 31 dicembre 2028 che definiscano misure a breve e lungo termine per rispettare i nuovi valori limite 2030 proposti da Parlamento.

Infine, i cittadini europei avranno la possibilità di citare gli Stati membri in giudizio in caso di mancata applicazione delle regole attuali e, in caso, di ottenere dei risarcimenti per i danni alla propria salute.

I prossimi passaggi

L’accordo deve ancora essere adottato dal Parlamento e dal Consiglio, dopodiché la nuova legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo. I Paesi dell’UE avranno quindi due anni per applicare le nuove regole.