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La Camera dei deputati esprime parere negativo sulla proposta UE relativa al regolamento “imballaggi”

Con un parere, la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati esprime la propria valutazione negativa sulla proposta di regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggi. Cosa sono gli imballaggi e cosa prevede la proposta.

Cosa sono gli imballaggi

Gli imballaggi sono contenitori o materiali utilizzati per proteggere, contenere, trasportare e presentare prodotti durante il loro ciclo di vita, dalla produzione alla distribuzione e alla vendita al consumatore finale. Gli imballaggi svolgono diverse funzioni e possono essere realizzati in vari materiali, tra cui carta, cartone, plastica, vetro, metallo e legno.

Le principali funzioni degli imballaggi includono:

  • Protezione: Gli imballaggi forniscono una barriera fisica per proteggere i prodotti da danni, urti, umidità, contaminazioni o qualsiasi altro fattore esterno che potrebbe compromettere la qualità o l’integrità del prodotto.
  • Contenimento: Gli imballaggi contengono i prodotti in modo sicuro e ordinato, facilitando il trasporto, lo stoccaggio e la manipolazione sia durante la produzione che nella catena di distribuzione.
  • Informazione: Gli imballaggi spesso contengono etichette, marchi o informazioni stampate che forniscono indicazioni sul prodotto, come ingredienti, istruzioni per l’uso, data di scadenza e informazioni di sicurezza.
  • Marketing e presentazione: Gli imballaggi svolgono un ruolo importante nell’attrarre l’attenzione dei consumatori e comunicare l’immagine e il valore del marchio. Possono essere progettati in modo accattivante per attirare l’interesse dei consumatori sugli scaffali dei negozi.
  • Sostenibilità: Negli ultimi anni, c’è stata una crescente attenzione verso l’uso di imballaggi sostenibili e ecocompatibili. Gli imballaggi possono essere progettati per essere riciclabili, riutilizzabili o realizzati con materiali biodegradabili, al fine di ridurre l’impatto ambientale.

È importante notare che gli imballaggi possono generare anche una quantità significativa di rifiuti, motivo per cui è essenziale promuovere strategie di gestione dei rifiuti e di riciclo per minimizzare l’impatto ambientale associato agli imballaggi.

Quali sono i punti salienti della proposta di regolamento

li obiettivi generali della presente proposta legislativa sono quelli di ridurre l’impatto ambientale negativo degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, migliorando al contempo il funzionamento del mercato interno.

Gli obiettivi specifici sono:

  • ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio;
  • promuovere un’economia circolare per gli imballaggi in modo economicamente efficace;
  • promuovere l’uso di contenuto riciclato negli imballaggi.

Quali sono i punti fondamentali del parere negativo

In particolare, nel parere si specifica che si ritiene necessario, tra l’altro, che:

  • la Commissione europea presenti una nuova valutazione di impatto;
  • sia rivista la scelta dell’atto giuridico, ricorrendo ad una direttiva anziché ad un regolamento;
  • sia consentito agli Stati membri di scegliere gli strumenti appropriati a perseguire gli obiettivi della proposta, salvaguardando gli ottimi risultati conseguiti da alcuni tra essi nel riciclo dei rifiuti da imballaggio;
  • sia ampliata la lista delle applicazioni che possono essere realizzate con materiali compostabili;
  • si continui a consentire l’utilizzo di imballaggi monouso sostenibili e riciclabili;
  • si escludano dagli obblighi relativi al riutilizzo degli imballaggi, all’istituzione di sistemi di riutilizzo e di deposito cauzionale quegli Stati membri che riciclano elevate quantità di rifiuti da imballaggio;
  • si preveda che la normativa proposta trovi applicazione non prima di 48 mesi dopo la sua entrata in vigore.
CONAI: presentate le attività del triennio 2020-23

Sono state presentate da CONAI le attività svolte nel triennio che si sta per concludere. Presentate l’11 maggio 2023 in occasione dell’Assemblea del Consorzio, descrivono un sistema di responsabilità estesa del produttore del prodotto in crescita e protagonista dell’economia italiana del riciclo.

Le iniziative sviluppate da CONAI nel triennio

Nel corso dell’ultimo triennio CONAI:

  • ha presidiato la crescita dei sistemi di responsabilità estesa del produttore del prodotto, introducendo, tra le altre, il consorzio di filiera Biorepack;
  • ha predisposto il nuovo Statuto.

Che cos’è il CONAI

Il CONAI, acronimo di Consorzio Nazionale Imballaggi, è un’organizzazione italiana senza scopo di lucro che opera nel settore della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. Il suo compito principale è quello di coordinare e promuovere la raccolta differenziata, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi in Italia.

Il CONAI è stato istituito nel 1997 come risposta alle direttive europee che impongono agli Stati membri di promuovere la gestione sostenibile degli imballaggi. È composto da diverse associazioni di produttori di imballaggi, che rappresentano vari settori industriali come l’industria alimentare, la chimica, la farmaceutica e altri settori produttivi.

Le attività del CONAI includono la definizione di piani di gestione per gli imballaggi, l’organizzazione di sistemi di raccolta differenziata, il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo nel campo del riciclaggio degli imballaggi e la promozione di iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del riciclaggio.

Il finanziamento del CONAI proviene principalmente dai contributi pagati dagli imballaggi prodotti e messi in commercio dalle aziende associate. Questi contributi vengono utilizzati per finanziare la gestione dei rifiuti di imballaggio, compresa la raccolta, il recupero e il riciclaggio.

Che cos’è biorepack

Si tratta del Consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, settore che rappresenta all’interno del sistema CONAI.

Tratta della gestione a fine vita degli imballaggi in bioplastica compostabile certificati EN 13432 (e delle frazioni similari) conferiti nel circuito di raccolta differenziata e di riciclo della frazione organica dei rifiuti urbani (umido).

Istituito il 26 novembre 2018 ai sensi dell’art. 223, D.Lgs. 152/2006, il Consorzio rappresenta il primo schema EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) a operare in Europa nel settore degli imballaggi in bioplastica compostabile. Il suo campo di operatività – la filiera dell’umido domestico – rappresenta una novità assoluta anche nell’ambito del sistema CONAI.

Ha una personalità giuridica di diritto privato e è senza scopo di lucro ed opera su tutto il territorio nazionale nel rispetto dei principi dell’economia circolare e della bioeconomia.

Gli obiettivi sono quelli di raggiungere nel tempo alcuni obiettivi minimi di riciclo, in termini di peso, rispetto all’immesso sul mercato di imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile:

la quota del 50% entro il 31 dicembre 2025

la quota del 55% entro il 31 dicembre 2030.

Inoltre, Biorepack persegue l’ottimizzazione della gestione del fine vita degli imballaggi in bioplastica compostabile: dalla promozione della loro etichettatura alla loro riconoscibilità, dal corretto conferimento da parte dei cittadini nella raccolta differenziata dell’umido domestico alla garanzia del raggiungimento degli obiettivi di riciclo attraverso il compostaggio, anche mediante campagne di comunicazione specifiche.

Il nuovo statuto CONAI

Esso è venuto alla luce dopo un lungo lavoro corale e condiviso con le principali associazioni nazionali delle imprese produttrici e utilizzatrici di imballaggi.

Lo statuto CONAI è stato approvato con decreto ministeriale del 12 aprile 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 143 del 21 giugno 2022, dal Ministro della Transizione Ecologica, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, ai sensi dell’art. 224 del D.lgs. 152 del 2006.

L’approvazione da parte del Ministero della Transizione Ecologica conclude il percorso di adozione del nuovo statuto consortile approvato dall’Assemblea CONAI lo scorso 14 luglio 2021 e consolida il ruolo centrale del CONAI nel settore degli imballaggi volto ad operare in un sistema ancor più aperto che favorisce la collaborazione e la condivisione delle responsabilità tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione degli imballaggi.

Proposta regolamento imballaggi: al via il ciclo di audizioni in Parlamento

Lo scorso 30 novembre la Commissione ha pubblicato una proposta di Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Obiettivi, temi e criticità della proposta.

Gli obiettivi principali

Innanzitutto, diversi sono gli obiettivi perseguiti dalla UE con la Proposta di regolamento:

  • rendere tutti gli imballaggi presenti sul mercato dell’UE riciclabili in modo economicamente vantaggioso entro il 2030;
  • prevenzione e riduzione dei rifiuti di imballaggio, anche attraverso un maggior numero di sistemi di riutilizzo e di ricarica;
  • aumento dell’uso di plastica riciclata negli imballaggi in modo sicuro.

Infine, vengono confermati i target 2025 e 2030 di riciclo degli imballaggi già previsti dalla normativa vigente[1].

I temi della proposta di regolamento

I temi affrontati nella proposta di regolamento riguardano: 

  • da un lato promuove il riciclo di alta qualità con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030: a questo scopo si agisce sulla progettazione ecocompatibile e sull’introduzione di tassi vincolanti di contenuto riciclato che i produttori dovranno includere nei nuovi imballaggi di plastica. 
  • dall’altro si promuove inoltre il riuso, creando sistemi vincolanti di vuoti a rendere su cauzione per le bottiglie di plastica e le lattine di alluminio. 

La proposta normativa è in linea con il Green deal per l’Europa, il Piano d’azione per l’economia circolare ed è coerente con la direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti, la direttiva sulla riduzione della plastica monouso 2019/904/Ue e con il regolamento 1907/2006/Ce sulla registrazione e autorizzazione delle sostanze chimiche (Reach).

Direttiva e regolamento: cosa cambia?

Per realizzare gli obiettivi stabiliti nei trattati, l’UE adotta diversi tipi di atti giuridici. Alcuni sono vincolanti, altri no. Alcuni si applicano in tutti i paesi dell’UE, altri soltanto in parte di essi.

Regolamenti

Un regolamento è un atto giuridico vincolante. Deve essere applicato in tutti i suoi elementi nell’intera Unione europea. Ad esempio, quando il regolamento dell’UE sull’abolizione delle tariffe di roaming per chi viaggia all’interno dell’UE è scaduto nel 2022, il Parlamento e il Consiglio hanno adottato un nuovo regolamento sia per migliorarne la chiarezza che per garantire l’applicazione di un approccio comune alle tariffe di roaming per altri dieci anni.

Direttive

Una direttiva è un atto giuridico che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell’UE devono conseguire. Tuttavia, spetta ai singoli paesi definire attraverso disposizioni nazionali come conseguirlo. Un esempio è quello della direttiva dell’UE sulla plastica monouso, che riduce l’impatto di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, ad esempio limitando oppure vietando l’uso di prodotti monouso come piatti, cannucce e bicchieri.

Decisioni

Una decisione è vincolante per i suoi destinatari (ad esempio un paese dell’UE o una singola impresa) ed è direttamente applicabile. Ad esempio, il 1º gennaio 2023 il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Croazia ad adottare l’euro. La decisione riguarda unicamente tale paese.

Raccomandazioni

Una raccomandazione non è vincolante. Quando la Commissione ha raccomandato di migliorare la trasparenza della proprietà e salvaguardare l’indipendenza editoriale nel settore dei media, ciò non ha prodotto conseguenze sul piano giuridico. Una raccomandazione consente alle istituzioni europee di rendere note le loro posizioni e di suggerire linee di azione, senza imporre obblighi giuridici a carico dei destinatari.

Pareri

Un parere è uno strumento che permette alle istituzioni europee di esprimere la loro posizione, senza imporre obblighi giuridici ai destinatari. Un parere non è vincolante. Può essere emesso dalle principali istituzioni dell’UE (Commissione, Consiglio, Parlamento), dal Comitato delle regioni e dal Comitato economico e sociale europeo. Durante il processo legislativo i comitati formulano pareri che riflettono il loro specifico punto di vista, regionale o socioeconomico. Ad esempio, il Comitato economico e sociale europeo ha formulato un parere sulla strategia della Commissione per le piccole e medie imprese della prossima generazione.

Cosa comporta l’adozione di un regolamento

La scelta dello strumento giuridico del regolamento anziché della direttiva è il segnale che la Commissione vuole una applicazione armonizzata delle regole europee, in vigore per tutti nello stesso momento al fine anche di ridurre la distorsione della concorrenza, dando anche un segnale agli attori dei Paesi extra Ue che vogliono importare imballaggi nell’Unione.


[1] allegato E alla Parte IV, Dlgs 152/2006

18 luglio 2022, ore 14: Webinair CONAI sulla Direttiva SUP

il prossimo 18 Luglio, dalle 14 alle 15, si terrà il webinar “Attuazione della Direttiva SUP in Italia – Le Linee Guida CONAI”. Vediamo cosa si tratta ed il tema dell’incontro realizzato in streaming dal Consorzio Nazionale Imballaggi.

Gli obiettivi

La Direttiva SUP nasce con l’obiettivo di promuovere approcci circolari che privilegiano prodotti e sistemi riutilizzabili sostenibili e non tossici, piuttosto che prodotti monouso, con l’obiettivo primario di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, sottolineando nei “considerando” all’atto, che tale tipo di prevenzione dei rifiuti è in cima alla gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

Con la Direttiva si intende contribuire al conseguimento dell’obiettivo 12 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (ONU), ovvero garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo, che è parte dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata dall’assemblea generale dell’ONU il 25 settembre 2015. Preservando il valore dei prodotti e dei materiali il più a lungo possibile e generando meno rifiuti, l’economia dell’Unione può diventare più competitiva e più resiliente, riducendo al contempo la pressione su risorse preziose e sull’ambiente.

Il tema dell’incontro

Durante il webinar saranno presentate le Linee Guida che CONAI ha redatto sull’attuazione della Direttiva Single Use Plastic con specifico riferimento alle ricadute sul settore degli imballaggi in Italia. 

Il webinar sarà fruibile ESCLUSIVAMENTE IN STREAMING e la partecipazione è gratuita.

Per partecipare

E’ possibile cliccare qui: https://www.eventbrite.com/e/attuazione-della-direttiva-sup-in-italia-le-linee-guida-conai-tickets-274776884057

Per eventuali problematiche di visualizzazione, cliccare qui:

https://www.eventbrite.com/e/attuazione-della-direttiva-sup-in-italia-le-linee-guida-conai-tickets-274776884057

CONAI: nel 2021 il 73,3% degli imballaggi è stato avviato a riciclo

E’ questo il dato più significativo che emerge dall’ultimo Programma Generale del Consorzio Nazionale Imballaggi.

I miglioramenti in termini di rilevazione

Il Programma Generale 2022 rappresenta, a detta di CONAI, un rapporto maggiormente completo rispetto a quelli prodotti negli anni passati, in termini di:

  • maggiori dati e informazioni;
  • rendicontazione più puntuale (a riguardo dei risultati raggiunti nel 2021 e delle linee di intervento per i prossimi anni).

Come sta mutando lo scenario di fondo

Il consorzio evidenzia molteplici aspetti caratterizzanti lo scenario di fondo che evidenziano un mutamento delle condizioni operative:

  • boom dei costi delle materie prime;
  • la crisi energetica;
  • l’evoluzione della direttiva packaging a livello comunitario;
  • la nuova fase nella gestione dei rifiuti urbani pronta ad aprirsi con il Programma Nazionale di Gestione Rifiuti,

sono alcuni dei fattori che andranno ad incidere sull’assetto del settore nei prossimi anni.

A fronte di un notevole immesso al consumo, ripresa delle attività del recupero

In particolare, occorre considerare che nel 20221 si è manifestata una forte ripresa dei consumi, in una situazione pandemica che proseguiva ma allentava la morsa, da cui, comunque, ha originato un forte incremento dell’immesso al consumo di imballaggi (+14 milioni di tonnellate).

Questo non ha generato una crisi della filiera del riciclo. Infatti, il 73,3% degli imballaggi nel 2021  ha avuto una seconda vita: 10 milioni e 550mila tonnellate, il 9,3% in più rispetto all’anno precedente.

Un risultato raggiunto per il 50% grazie al lavoro dei Consorzi di filiera del sistema CONAI (un dato in contrazione di 2 punti percentuali rispetto a quello del 2020, ossia di un anno caratterizzato da un mercato in crisi, che il sistema consortile ha supportato com’è nella sua natura); per il 48% grazie ai riciclatori indipendenti (nel 2020 la percentuale era del 46%; la ripresa del mercato l’ha ovviamente fatta crescere); per il restante 2% grazie all’operato dei sistemi autonomi (che rappresentano per la filiera degli imballaggi in plastica, il 16% del riciclo).

Il recupero è made in italy

Infatti, il 90% delle quantità trova riciclo in Italia, mente le percentuali di rifiuti di imballaggi avviati a riciclo fuori dal Paese sono scese (-30%).

Se alle cifre dell’avvio a riciclo sommiamo quelle del recupero energetico, i numeri crescono: l’Italia supera l’82% di imballaggi che, nel 2021, hanno evitato la discarica.

Uno scenario in cui non viene meno la consapevolezza dei nuovi metodi di calcolo Eurostat che, in vista degli obiettivi europei di riciclo al 2025 e al 2030, ci porteranno fra pochi anni a rendicontare i dati in modo diverso.

Il consorzio evidenzia come se calcolassimo oggi i risultati con il metodo che sarà richiesto fra tre anni, la percentuale di avvio a riciclo scenderebbe solo di circa un punto percentuale (attestandosi attorno al 72%).

Inseriti per la prima volta i dati relativi al recupero delle bioplastiche

Inoltre occorre sottolineare come, per la prima volta nel Programma Generale, vengono monitorati i dati relativi al recupero degli imballaggi in bioplastica compostabile, competenza del consorzio Biorepack che ha iniziato a muovere i primi passi tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

Il rilevanti contributo dell’accordo quadro ANCI-CONAI al raggiungimento dei risultati di riciclo

SI rileva come il dato nazionale non potrebbero raggiungere i risultati che presenta CONAI se non fosse per l’accordo nazionale con ANCI, che permette di intercettare i flussi dalla raccolta urbana, e per una rete di piattaforme di rigenerazione, riparazione e riciclo che si occupa di imballaggi commerciali e industriali, in accordo coi Consorzi di filiera.

Le quantità gestite in convenzione con ANCI nel 2021 hanno continuato a crescere, anche se a un ritmo meno sostenuto rispetto al passato (rallentamento che è proseguito nei primi mesi del 2022), diretta conseguenza di una congiuntura di mercato favorevole.

7.583 Comuni italiani hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile, con una fetta di popolazione servita pari al 98%.

Per coprire i maggiori costi che i Comuni sostengono nel ritirare i rifiuti in modo differenziato nel 2021 CONAI ha riconosciuto alle amministrazioni locali del Paese 727 milioni di euro.

445 milioni, invece, sono stati destinati dal sistema al finanziamento di attività di trattamento, riciclo e recupero.

Le altre attività

Oltre alle attività di raccolta e recupero, il PG evidenzia come il CONAI ha sviluppa attività come:

  • la prevenzione della produzione dei rifiuti di imballaggio;
  • la progettazione ecologica (“ecodesign”);
  • il supporto agli enti locali in ritardo ai progetti speciali dedicati al Mezzogiorno e alle risorse del PNRR;
  • la formazione e gli studi e ricerche internazionali.

Maggiori informazioni

Per maggiori informazioni:

https://www.conai.org/download/programma-generale-di-prevenzione-e-gestione-degli-imballaggi-e-dei-rifiuti-di-imballaggio-2022-executive-summary/

Rilasciato il Piano di prevenzione CONAI

Online il “Piano Specifico di Prevenzione e Gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio 2022” di CONAI. Interessanti gli spunti offerti dal documento, nel quale si intravede un progressivo ridursi dell’incidenza dell’operato dei Consorzi di filiera tipico delle fasi espansive dell’economia e in linea con il ruolo di sussidiarietà al mercato che contraddistingue il sistema consortile.

Le principali evidenze

CONAI ha rilasciato il consueto Piano Specifico di Prevenzione e Gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, riferito al 2022.

Immesso al consumo e riciclo complessivo

Dalla relazione emerge che, nel corso del biennio 2021-2022, dopo l’anno acuto dovuto alla crisi pandemica, si riscontrare una significativa ripresa della quota di immesso al consumo degli imballaggi, cui segue anche una rinnovata vitalità sul fronte del riciclo complessivo: esso cresce a ritmi più sostenuti dell’immesso al consumo.

Il motivo è presto spiegato: è merito della crescente quantità di rifiuto raccolto in maniera separata nelle nostre città (in altri termini, la raccolta differenziata), la ragione per cui si può tornare a parlare di affiancare un significativo contributo dei flussi commerciali e industriali.

Riciclo complessivo

Altro dato di rilievo è fornito dal contributo al riciclo complessivo e, in particolare, sul peso relativo della gestione consortile, per cui si manifestano i primi segnali di inversione di tendenza: rispetto al risultato complessivo di riciclo, al 2021, il contributo della gestione consortile si prevede sostanzialmente stabile al 52%, con già però importanti segnali di contrazione manifestati sul finire dell’anno e che portano a stimare per il 2022 un’incidenza del 51%.

Dopo il forte incremento registrato nel 2020, quando il contributo a riciclo della gestione consortile è stato più che determinante nel contesto di crisi economica, con il 2021, e ancor di più con il 2022 si intravede un progressivo ridursi dell’incidenza dell’operato dei Consorzi di filiera tipico delle fasi espansive dell’economia e in linea con il ruolo di sussidiarietà al mercato che contraddistingue il sistema consortile.

Questo discorso vale soprattutto nel contesto attuale, contraddistinto da una crescita senza eguali nei valori di mercato delle materie prime seconde.

Le previsioni di recupero per il biennio 21-22

Infine, in tema di quantità di rifiuti di imballaggio a recupero complessivo per l’anno in corso ed il precedente, si può prospettare una progressiva decrescita delle quantità.

Questo sarà dovuto in relazione alla progressiva introduzione, per le frazioni più complesse, di tecnologie di riciclo alternative, e di un miglioramento del livello di intercettazione atteso dei flussi, anche per effetto del contributo di Biorepack sui flussi dei rifiuti di imballaggio in plastica biodegradabile e compostabile.

La stima di recupero complessivo porta quindi ad un dato in sostanziale stabilità nei prossimi due anni ai valori raggiunti nel 2020: dall’83% del 2020 all’atteso 83,8% del 2022.

A contribuire al dato di recupero complessivo vi sono anche i flussi di avvio a recupero energetico dall’indifferenziato che vengono stimati annualmente da CONAI alla luce di apposite campagne di analisi merceologiche.

Nel 2021 CONAI, al fine di corroborare i relativi dati (anche per tenere conto di variabili legate a stagionalità e provenienza che possono caratterizzare i rifiuti analizzati), ha implementato la campagna di analisi merceologiche, incrementando il numero di sessioni di analisi presso gli impianti convenzionati, con particolare riferimento a quelli che producono combustibile alternativo.

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