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ENEA: prodotto uno studio per risparmiare 2,7 miliardi di mc di gas e 180 euro su bollette

Rilasciato uno studio ENEA finalizzato al risparmio energetico. Risparmiare quasi 2,7 miliardi di metri cubi di gas metano e ridurre la bolletta delle famiglie di circa 180 euro/anno, grazie a un insieme di misure nel settore residenziale. È questo in estrema sintesi l’obiettivo dello studio “Azioni per la riduzione del fabbisogno nazionale di gas nel settore residenziale”.

L’evento

Lo studio, prodotto da ENEA, e presentato lo scorso 11 Luglio, è di particolare interesse in questo momento storico, per via del conflitto Russia-Ucraina, e per l’esigenza di trovare fonti di energia alternativa.

Hanno partecipato all’evento il presidente Gilberto Dialuce nel corso di un evento stampa online al quale hanno partecipato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, l’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, il delegato nazionale Energia e Rifiuti dell’ANCI, il sindaco di Lecce Carlo Salvemini e la direttrice del Dipartimento Efficienza energetica dell’ENEA, Ilaria Bertini.

L’oggetto dello studio

Le misure da adottare

Innanzitutto, ENEA sottolinea come le misure da adottare sono di duplice natura:

  • “comportamentali”;
  • “amministrative” con particolare riferimento al riscaldamento invernale.

Nelle amministrative rientrano:

  • abbassamento di 1 °C dei termostati, dai 20° abituali a 19°, con cui si otterrebbe un risparmio medio nazionale del combustibile per riscaldamento domestico del 10,7%; 
  • riduzione di un’ora al giorno dell’accensione, con cui si otterrebbe una riduzione del 3,6% del consumo del combustibile. 

Aggiungendo la riduzione di 15 giorni del periodo di accensione, l’applicazione di queste consente di ottenere un risparmio del 17,5%[1].

Invece, mediante la riduzione delle bollette, tali proposte possono originare un risparmio complessivo, calcolato ai prezzi attuali, di 178 €/anno per famiglia.

Nelle comportamentali:

  • l’utilizzo delle pompe di calore elettriche già installate per il condizionamento estivo anche per il riscaldamento invernale,
  • la riduzione dell’uso del gas per acqua calda sanitaria e cucina;
  • il minor consumo di energia elettrica grazie a un uso migliore degli elettrodomestici,

possonoportare ad un risparmio di 3,6 miliardi di metri cubi/anno.

Ulteriori 0,4 miliardi possono essere risparmiati con la sostituzione di elettrodomestici e climatizzatori con modelli ad alta efficienza e l’installazione di un’illuminazione a LED.

Le dichiarazioni

“Risparmiare energia è un imperativo e come ENEA vogliamo dare il nostro contributo sul fronte della ricerca, delle tecnologie innovative e della promozione di una cultura sull’uso intelligente di questo bene, senza rinunciare al comfort, in una prospettiva di decarbonizzazione e di progressiva riduzione delle forniture dall’estero già da quest’inverno”, ha sottolineato il presidente Dialuce. “La tempestiva adozione delle misure indicate nello studio, anche scontando un fattore di riduzione degli effetti dovuti alla difficoltà di controllare nei riscaldamenti non centralizzati, potrebbe inoltre consentire di ridurre la pressione sugli stoccaggi di modulazione del gas per il prossimo inverno, per riempire i quali, almeno al 90% entro ottobre, il Governo ha adottato misure straordinarie”, ha aggiunto Dialuce. “Lo studio ENEA è partito dal settore residenziale, responsabile di circa il 30% dei consumi finali di energia e del 12% delle emissioni dirette di CO2, ma è prevista l’estensione anche al terziario, con l’accortezza di distinguere i consumi delle utenze alle quali non applicare le misure, come ospedali e scuole”, ha concluso.

“Gli interventi comportamentali, che dipendono da scelte del cittadino andrebbero supportati con campagne di informazione e comunicazione mirate, sottolineando che, adottando comportamenti più virtuosi, i vantaggi economici possono arrivare fino a 240 euro all’anno per famiglia”, ha spiegato la direttrice del Dipartimento Efficienza energetica dell’ENEA, Ilaria Bertini. “Se anche solo la metà delle famiglie adottasse le misure che non richiedono spese iniziali, si potrebbe arrivare già dal prossimo inverno a un risparmio di 1,8 miliardi di metri cubi di gas”, ha aggiunto Bertini. Ma non solo. “È necessario accrescere la consapevolezza nel consumatore attraverso una diretta correlazione fra l’uso domestico dell’energia, il consumo e il costo. La vera chiave di volta è proprio la pervasiva diffusione di sistemi di misura negli edifici che possono evidenziare ai consumatori l’impatto di condotte/atteggiamenti poco virtuosi e mitigarli attraverso azioni comportamentali o l’impiego di sistemi di regolazione automatici (building automation), che hanno ormai costi contenuti, semplicità di installazione e interfacce intuitive”, ha concluso.

Più nel dettaglio, le misure “amministrative” proposte da ENEA (modifica dei tempi di accensione degli impianti e della temperatura massima interna consentita) sono state definite utilizzando una metodologia che si basa sulla definizione di modelli energetici applicati a due abitazioni “tipo”, rappresentative del parco edilizio italiano: un appartamento in edificio plurifamiliare e una villetta unifamiliare. I fabbisogni energetici sono stati calcolati utilizzando il metodo dinamico orario, ripetendo le simulazioni per ogni zona climatica italiana, con più città per zona, e considerando i periodi convenzionali di accensione degli impianti e il numero attuale di ore giornaliere di riscaldamento.

Per ogni zona climatica sono state calcolate percentuali di risparmio medie, considerando la diversa incidenza, nel parco immobiliare italiano, del numero di appartamenti (70% delle abitazioni) e di fabbricati monofamiliari (30%). Tali percentuali di risparmio sono state quindi applicate sui volumi di Energia: da ENEA studio per risparmiare 2,7 miliardi di mc di gas e 180 euro su bolletteRisparmiare quasi 2,7 miliardi di metri cubi di gas metano e ridurre la bolletta delle famiglie di circa 180 euro/anno, grazie a un insieme di misure nel settore residenziale. È questo in estrema sintesi l’obiettivo dello studio “Azioni per la riduzione del fabbisogno nazionale di gas nel settore residenziale”, elaborato dall’ENEA e presentato oggi dal presidente Gilberto Dialuce nel corso di un evento stampa online al quale hanno partecipato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, l’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, il delegato nazionale Energia e Rifiuti dell’ANCI, il sindaco di Lecce Carlo Salvemini e la direttrice del Dipartimento Efficienza energetica dell’ENEA, Ilaria Bertini.


[1] Pari a circa 2,7 miliardi di metri cubi di gas, ed in particolare: 1,65 miliardi dalla diminuzione di 1°C e 550 milioni dalla riduzione di un’ora giornaliera.

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L’Italia all’High Level Political Forum: presentata la Voluntary National Review

Presentata dal MITE, durante il corso della decima sessione del Forum Politico di Alto Livello svoltasi a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, dal 5 al 15 luglio scorso (High Level Political Forum on sustainable development, HLPF), la Voluntary National Review (VNR).

Che cos’è il HLPF

Prima di parlare di cosa tratta la VNR, è opportuno soffermarsi sulla natura del Forum politico di alto livello delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (HLPF).

Previsto dal documento finale della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio+20), “The Future We Want” nel 2021, presenta caratteristiche e forma delineati nella risoluzione 67/290 dell’Assemblea Generale[1].

Esso ha sostituito la Commissione per lo sviluppo sostenibile , che si è riunita ogni anno dal 1993, adotta dichiarazioni politiche negoziate a livello intergovernativo, e si riunisce annualmente sotto gli auspici del Consiglio Economico e Sociale per otto giorni, di cui tre giorni ministeriali e ogni quattro anni a livello di Capi di Stato e di Governo sotto gli auspici dell’Assemblea Generale per due giorni. Il Forum adotta dichiarazioni politiche negoziate a livello intergovernativo.

La prima riunione del Forum si è tenuta il 24 settembre 2013 . Ha sostituito la Commissione per lo sviluppo sostenibile , che si è riunita ogni anno dal 1993.

L’HLPF è la principale piattaforma delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e svolge un ruolo centrale nel follow-up e nella revisione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) a livello globale. Le risoluzioni dell’Assemblea Generale 70/299 e 75/290 B forniscono ulteriori indicazioni sul seguito e sulla revisione dell’Agenda 2030 e degli SDG.

Il Forum adotta dichiarazioni politiche negoziate a livello intergovernativo.

Nell’ambito dei suoi meccanismi di follow-up e revisione, l’Agenda 2030 incoraggia gli Stati membri a “condurre revisioni periodiche e inclusive dei progressi a livello nazionale e subnazionale, che sono guidati dal paese e guidati dal paese” (paragrafo 79). Queste revisioni nazionali dovrebbero servire come base per le revisioni periodiche da parte dell’HLPF. Come stabilito nel paragrafo 84 dell’Agenda 2030, le revisioni periodiche dell’HLPF devono essere volontarie, guidate dallo stato, intraprese sia dai paesi sviluppati che da quelli in via di sviluppo e devono fornire una piattaforma per i partenariati, anche attraverso la partecipazione di grandi gruppi e altri parti interessate.

Il tema dell’incontro

L’incontro ha avuto come tema fondante quello della ricostruzione dell’Agenda ONU al 2030, dopo la pandemia[2].

Vengono confermati, a livello intergovernativo Agenda 2030 e Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile a livello nazionale si confermano come principali ambiti di riferimento per la programmazione per la ripresa post pandemica, in particolare il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e la nuova politica di coesione 2021/2027[3].

Al termine dei lavori è stata redatta una dichiarazione, in cui vengono affermati nuovamente i principi fondamentali della Risoluzione del 2015.

Allo stesso tempo si prende atto dell’esistenza di “Multiple crisis”, oltre che delle prospettive socioeconomiche globali altamente incerte causate da numerosi fattori tra cui: il persistere della pandemia di COVID-19; impatti negativi del cambiamento climatico; la perdita di biodiversità; la desertificazione; l’inquinamento e altri aspetti di degrado ambientale; l’aumento delle tensioni e dei conflitti geopolitici con i suoi effetti diffusi su persone, pianeta, prosperità e pace[4].

L’esame volontario da parte dell’Italia

Lo scorso 15 luglio l’Italia ha presentato il proprio Esame volontario nazionale (c.d. “Voluntary National Review – VNR”) relativo l’attuazione dell’Agenda 2030.

Dal documento sono emerse le misure adottate, progressi raggiunti e sfide da affrontare e assumendo come punto di riferimento i contenuti del primo esame volontario nazionale tenutosi nel 2017.

L’HLPF di questo anno, dunque, ha rappresentato un momento di grande visibilità sia per l’esame volontario che per il ruolo di co-Presidenza del gruppo negoziale sulla dichiarazione ministeriale del Foro ricoperto dal Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite Ambasciatore Massari.

A chiusura dell’HLPF, il 15 luglio si è tenuta una sessione plenaria pomeridiana dedicata alla dichiarazione ministeriale, successivamente adottata (nella giornata del 18 luglio) in sede di segmento di Alto livello del Consiglio Economico e Sociale.


[1] http://www.un.org/ga/search/view_doc.asp?symbol=A/RES/67/290&Lang=E

[2] Building back better from the coronavirus disease (COVID-19) while advancing the full implementation of the 2030 Agenda for Sustainable Development”.

[3] L’evento è stata occasione di ascolto reciproco per i paesi di tutto il Mondo (Global North e Global South) e riflessione su come le politiche di ripresa possano invertire gli impatti negativi che la pandemia ha avuto sul raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il programma, implementato nell’ambito dell’ECOSOC (Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite), è stato articolato in un segmento tecnico di alto livello (dal 5 al 12 luglio) dedicato all’analisi dello stato di avanzamento di singoli obiettivi di sviluppo sostenibile che, in questa sessione, erano SDG4 (Educazione), SDG5 (Uguaglianza di genere), SDG14 (Biodiversità marina), SDG15 (Biodiversità terrestre) e SDG17 (Strumenti di attuazione), e una sessione ministeriale (13-15 luglio) focalizzata sulle presentazioni degli esami volontari nazionali (VNR), sul dibattito generale e sull’adozione della dichiarazione ministeriale.

[4] Emerge, dal documento, l’impostazione e l’integrità dell’Agenda 2030 e degli SDGs: essa viene confermata e riconosciuta come “Blueprint”, cioè lo schema di riferimento per una ripresa inclusiva, sostenibile e resiliente dalla pandemia COVID-19 e per accelerare il decennio di azioni e risultati per lo sviluppo sostenibile, senza lasciare indietro nessuno (leaving no one behind).

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MISE: partiti gli incentivi per le imprese creative

Il Ministero per lo sviluppo economico ha promosso un nuovo fondo dedicato alle piccole e medie imprese creative, con l’obiettivo di promuovere investimenti nell’ambito delle attività culturali e artistiche, anche relative all’audiovisivo (tv, cinema e contenuti multimediali), al patrimonio culturale materiale e immateriale, al design, ai festival, alla musica, alla letteratura, alle arti dello spettacolo, al software e ai videogiochi, nonché all’architettura, agli archivi, alle biblioteche, ai musei e all’artigianato artistico.

L’obiettivo perseguito

Con esso, il MISE intende valorizzare sul territorio nuova imprenditorialità in settori in cui il Made in Italy eccelle per idee e creatività, e non solo: infatti sono assoggettabili a finanziamento anche interventi che prevedono la collaborazione delle PMI creative con le imprese di altri settori produttivi, in particolare quelli tradizionali, nonché con le università e gli enti di ricerca per l’acquisizione di servizi specialistici.

La presentazione delle domande

La promozione è partita a giugno, con la possibilità di esperire le procedure funzionali per la presentazione delle domande. Facendo ciò, sarà possibile richiedere contributi a fondo perduto, l’agevolazione nell’accesso al credito e la promozione di strumenti innovativi di finanziamento.

L’accreditamento

Innanzitutto, l’accreditamento delle imprese non residenti nel territorio italiano è partito lo scorso 13 giugno, mentre per quelle nostrane non è necessario l’accreditamento.

Per la l’avvio, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese creative, dal 20 giugno è possibile la compilazione delle domande sarà possibile a partire dalle ore 10 del 20 giugno 2022 mentre l’invio è previsto a partire dalle ore 10 del 5 luglio 2022.

Invece, per la promozione della collaborazione tra imprese creative e soggetti operanti in altri settori la compilazione delle domande sarà possibile a partire dalle ore 10 del 6 settembre 2022 mentre l’invio è previsto a partire dalle ore 10 del 22 settembre 2022.

Il plafond

Per la misura sono disponibili risorse pari a 20 milioni di euro per ciascun anno 2021 e 2022, per un totale di 40 milioni di euro.

Gli sportelli per la presentazione delle domande saranno gestiti da Invitalia per conto del Ministero dello sviluppo economico.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-pmi-creative

Ecobonus 2022 per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni

Previsto dalla Legge di Bilancio 2019, viene disciplinato dal MISE e gestito da Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo. Si tratta di una misura promossa del Ministero dello Sviluppo Economico che offre contributi per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni.

Di cosa si tratta

L’Ecobonus consiste in una integrazione sussidiaria alla vigente normativa europea sulla qualità dell’aria e dell’ambiente, e non si tratta di un provvedimento di sostegno al mercato dei veicoli, ma ha una finalità tutta ambientale.

Chi ne ha diritto

Tre le categorie di soggetti interessati:

  1. le Persone fisiche

Il contributo è concesso alle persone fisiche che acquistano, anche in locazione finanziaria, in Italia dal 16/05/2022 al 31/12/2022 auto, motocicli e ciclomotori mantenendo la proprietà per almeno 12 mesi. Di seguito le categorie ammesse:

Automobili (categoria M1): destinate al trasporto di persone, almeno 4 ruote, massimo 8 posti a sedere (oltre al sedile del conducente):

  • nuove di fabbrica;
  • con emissioni di CO2 non superiori a 135 g/km;
  • Classe Euro 6 o superiore;
  • con prezzo di listino compresi optional (IVA esclusa) non superiore a:
  • fascia 0-20 g/km di CO2: 35 mila euro;
  • fascia 21-60 g/km di CO2: 45 mila euro;
  • fascia 61-135 g/km di CO2: 35 mila euro.
  • Ciclomotori e motocicli (categoria Le): veicoli a due, tre o quattro ruote, appartenenti alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e senza limiti di potenza.

Questi devono essere:

  • nuovi di fabbrica
  • elettrici o non elettrici
  • non elettrici di Classe Euro non inferiore a 5

Si precisa che possono accedere ai contributi previsti per la categoria Le dalla L.178/2020 (vecchio Ecobonus) anche le persone giuridiche e non è previsto il vincolo del mantenimento della proprietà per almeno 12 mesi.

  • Persone giuridiche

Il contributo è concesso alle persone giuridiche che acquistano automobili anche in locazione in Italia dal 16/5/2022 al 31/12/2022 con obbligo di impiego in car sharing con finalità commerciali e mantenimento della proprietà del veicolo per almeno 24 mesi.

Le automobili (categoria M1): destinate al trasporto di persone, almeno 4 ruote, massimo 8 posti a sedere (oltre al sedile del conducente) devono essere:

  • nuove di fabbrica;
  • con emissioni di CO2 non superiori a 60 g/km;
  • Classe Euro 6 o superiore;
  • con prezzo di listino compresi optional (IVA esclusa) non superiore a:
  • fascia 0-20 g/km di CO2: 35 mila euro;
  • fascia 21-60 g/km di CO2: 45 mila euro;
  • PMI

Le PMI, ivi comprese le persone giuridiche, che acquistano anche in locazione in Italia dal 16/5/2022 al 31/12/2022, possono accedere ai contributi per i veicoli commerciali (categoria N1 e N2): veicoli destinati al trasporto di merci.

Questi devono essere:

  • nuovi di fabbrica
  • dotati di Massa Totale a Terra non superiore a 3,5 t per la categoria N1 e non superiore a 12 t per la categoria N2
  • elettrici.

Risorse stanziate

Lo stanziamento totale messo a disposizione dal DPCM 6/4/2022 e dalla L.178/2020 art. 1 comma 691 per l’anno 2022 è pari a euro 670.000.000, suddiviso in categorie, distinte a seconda dell’impatto inquinante, fissato in relazione al livello delle emissioni, all’acquirente e al livello di emissioni.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui:

https://ecobonus.mise.gov.it/contributi/risorse-stanziate

18 luglio 2022, ore 14: Webinair CONAI sulla Direttiva SUP

il prossimo 18 Luglio, dalle 14 alle 15, si terrà il webinar “Attuazione della Direttiva SUP in Italia – Le Linee Guida CONAI”. Vediamo cosa si tratta ed il tema dell’incontro realizzato in streaming dal Consorzio Nazionale Imballaggi.

Gli obiettivi

La Direttiva SUP nasce con l’obiettivo di promuovere approcci circolari che privilegiano prodotti e sistemi riutilizzabili sostenibili e non tossici, piuttosto che prodotti monouso, con l’obiettivo primario di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, sottolineando nei “considerando” all’atto, che tale tipo di prevenzione dei rifiuti è in cima alla gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

Con la Direttiva si intende contribuire al conseguimento dell’obiettivo 12 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (ONU), ovvero garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo, che è parte dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata dall’assemblea generale dell’ONU il 25 settembre 2015. Preservando il valore dei prodotti e dei materiali il più a lungo possibile e generando meno rifiuti, l’economia dell’Unione può diventare più competitiva e più resiliente, riducendo al contempo la pressione su risorse preziose e sull’ambiente.

Il tema dell’incontro

Durante il webinar saranno presentate le Linee Guida che CONAI ha redatto sull’attuazione della Direttiva Single Use Plastic con specifico riferimento alle ricadute sul settore degli imballaggi in Italia. 

Il webinar sarà fruibile ESCLUSIVAMENTE IN STREAMING e la partecipazione è gratuita.

Per partecipare

E’ possibile cliccare qui: https://www.eventbrite.com/e/attuazione-della-direttiva-sup-in-italia-le-linee-guida-conai-tickets-274776884057

Per eventuali problematiche di visualizzazione, cliccare qui:

https://www.eventbrite.com/e/attuazione-della-direttiva-sup-in-italia-le-linee-guida-conai-tickets-274776884057

MITE: partite le domande del PNRR per le green communities

Parte la seconda fase dello sviluppo delle green communities. Dopo il finanziamento realizzato dal MITE per comunità pilota, pubblicato lo scorso 30 marzo, con un nuovo avviso viene preannunciato il finanziamento di almeno trenta Green communities sulla base di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale che le stesse presenteranno seguendo le indicazioni dell’avviso.

Le green communities

Come sottolineato nel corso di un precedente articolo (cliccare su: https://www.stefanosassone.it/pnrr-al-via-le-green-communities/) l’obiettivo del PNRR, ovvero della linea di investimento da esso prevista è proprio quello di favorire la nascita e la crescita di 30 Green Communities, cioè comunità locali coordinate e associate tra loro che vogliono realizzare insieme piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale.

Le matrici ambientali interessate

Acqua, boschi, paesaggio costituiscono infatti le risorse che il progetto intende favorire, assicurando uno sviluppo sostenibile e resiliente dei territori rurali e di montagna che vogliono sfruttare in modo equilibrato le ricchezze di cui dispongono.

Obiettivo operativo è quello di favorire la nascita e la crescita di comunità locali, anche coordinate e/o associate (le Green communities), dando loro supporto per l’elaborazione, il finanziamento e la realizzazione di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale.

Trenta le comunità “pilota” di cui viene prevista la creazione. Con i relativi piani, viene prevista:

• la gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale e delle risorse idriche;
• la produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali i microimpianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l’eolico, la cogenerazione e il biometano;
• lo sviluppo di un turismo sostenibile;
• la costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna;
• l’efficienza energetica e l’integrazione intelligente degli impianti e delle reti;
• lo sviluppo delle attività produttive a rifiuti zero (zero waste production);
• l’integrazione dei servizi di mobilità;
• lo sviluppo di un modello sostenibile per le aziende agricole.

Il MITE intende realizzare modelli di Comunità locali in grado di poter sfruttare, in modo equilibrato, le risorse principali a disposizione, e realizzare un approccio innovativo, sussidiario e di scambio con le comunità urbane e metropolitane.

Il contenuto del DM

In particolare, con Dm Affari regionali 30 marzo 2022, vengono innanzitutto individuate le prime tre Green communities , beneficiarie ciascuna di 2 milioni di euro per sviluppare i loro progetti.

Esse verranno realizzate in tre regioni italiane (Emilia-Romagna, Piemonte, Abruzzo), e ad esse faranno seguito le 27 restanti, finanziate dal PNRR.

Il bando

Il termine

Le domande devono essere inoltrate entro il 16 agosto 2022, da parte dei comuni, al fine di poter accedere ai finanziamenti.

Come presentare la domanda

Come va presentata la domanda? In forma aggregata, da parte dei Comuni interessati .

Il plafond

Il plafond dedicato all’iniziativa mediante il PNRR è pari a 129 milioni di euro. Per ciascuna singola domanda, il contributo può essere concesso da un minimo di 2 milioni a un massimo di 4 milioni e 300mila euro. Questo dipende dai massimali per Regione .

Come va trasmessa

La domanda per l’accesso ai contributi va presentata entro le ore 23:59 del 16 agosto 2022 mediante invio a mezzo Pec all’indirizzo affariregionali @pec.governo.it