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UE: rivisto il regolamento 1013/2006 inerente la spedizione transfrontaliera dei rifiuti

Con una proposta di revisione della normativa, la UE interviene sulle modalità relative alle spedizioni transfrontaliere dei rifiuti. Importanti novità per quanto riguarda la spedizione dei rifiuti in plastica verso paesi non OCSE.

Il tema

Come evidenziato nella proposta, la Commissione sottolinea che nel 2018 il commercio globale di rifiuti ha raggiunto 182 milioni di tonnellate per un valore di circa 80,5 miliardi di euro, e che tale commercio è aumentato considerevolmente negli ultimi decenni, con un picco di quasi 250 milioni di tonnellate nel 2011.

La Commissione sottolinea come l’Unione sia un attore importante nel commercio globale di rifiuti e volumi notevoli di rifiuti vengono spediti tra gli Stati membri, ed in particolare che, nel 2020, sono stati esportati, in paesi terzi, circa 32,7 milioni di tonnellate di rifiuti, con un aumento del 75 % dal 2004 2 , per un valore di 13 miliardi di EUR.

I rottami di metalli ferrosi e non ferrosi, i rifiuti di carta, i rifiuti di plastica, i rifiuti tessili e i rifiuti di vetro rappresentano la maggior parte dei rifiuti esportati dall’UE. L’UE ha altresì importato circa 16 milioni di tonnellate, per un valore di 13,5 miliardi di EUR. Inoltre, ogni anno, circa 67 milioni di tonnellate di rifiuti vengono spediti tra gli Stati membri 3 (spedizioni intra-UE di rifiuti).

Da ultimo si sottolinea come le spedizioni transfrontaliere di rifiuti possono generare rischi per la salute umana e l’ambiente, in particolare quando non sono controllate correttamente. Allo stesso tempo, tali rifiuti hanno spesso un valore economico positivo, in particolare come materie prime secondarie che possono sostituire e ridurre la dipendenza dalle materie prime e quindi contribuire a un’economia più circolare.

La proposta

Lo scorso novembre 2022 è stata presentata dalla Commissione Europea (CE) la proposta di revisione della normativa UE sulle spedizioni di rifiuti (Regolamento 1013/2006 sulla spedizione dei rifiuti – Waste shipment regulation WSR). 

La riforma delle procedure e delle misure di controllo dell’UE sulle spedizioni di rifiuti ha i seguenti obiettivi:

  • facilitare le spedizioni all’interno dell’UE, in particolare per allineare il regolamento sulle spedizioni di rifiuti rispetto agli obiettivi dell’economia circolare;
  • assicurare che i rifiuti esportati dall’UE siano gestiti in modo ecologicamente corretto;
  • contrastare le spedizioni illegali di rifiuti intra e a partire dall’UE.

La proposta , approvata  il 17 gennaio 2023 dal Parlamento EU in seduta plenaria con larga  maggioranza, prevede di “vietare l’esportazione di rifiuti plastici verso i Paesi non OCSE (ossia Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e di eliminare gradualmente quella verso i Paesi OCSE entro i prossimi quattro anni (2024-2027), riscrivendo di fatto le regole di circolazione dei rifiuti tra Stati membri”.

Norme più severe dunque dall’Europarlamento, che sostiene il divieto di spedizione di tutti i rifiuti prodotti in UE e destinati allo smaltimento verso paesi extra UE, fatta eccezione per casi limitati, autorizzati e debitamente giustificati. 

Il testo proposto getta le basi su cui la CE svilupperà criteri uniformi per la classificazione dei rifiuti, finalizzati a garantire che le norme non vengano eluse distinguendo chiaramente, ad esempio, tra beni usati e rifiuti.  Le nuove regole includerebbero la digitalizzazione dello scambio di informazioni e documenti all’interno del mercato interno.  Inoltre, si vogliono vietare le esportazioni di rifiuti pericolosi verso Paesi non OCSE

L’esportazione di rifiuti non pericolosi destinati al recupero sarebbe concessa solo verso Paesi non OCSE che danno la loro autorizzazione e dimostrano di essere in grado di gestire i rifiuti in modo sostenibile: ciò significa che le esportazioni di tutti i rifiuti non pericolosi verso i paesi non OCSE avranno luogo a seguito di richiesta ufficiale del Paese di importare rifiuti non pericolosi dall’UE e alla dimostrazione, tramite audit indipendenti, di poterli recuperare in modo corretto.

A tale scopo, il Parlamento si attiverà per creare un iter di selezione risk-based  a livello UE, per guidare i Paesi UE nel prevenire e individuare le spedizioni illegali di rifiuti.

Sono inoltre previsti:

l’effettuazione di un monitoraggio delle esportazioni verso i Paesi OCSE e di una loro sospensione in caso di mancanza di informazioni sulla sostenibilità del trattamento negli impianti di destino;

la redazione di un elenco di questi Paesi, da aggiornare almeno su base annuale. 

Per maggiori informazioni

Di seguito il link per la consultazione approfondita della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio: EUR-Lex – 52021PC0709 – EN – EUR-Lex (europa.eu)

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MISE: partiti gli incentivi per le imprese creative

Il Ministero per lo sviluppo economico ha promosso un nuovo fondo dedicato alle piccole e medie imprese creative, con l’obiettivo di promuovere investimenti nell’ambito delle attività culturali e artistiche, anche relative all’audiovisivo (tv, cinema e contenuti multimediali), al patrimonio culturale materiale e immateriale, al design, ai festival, alla musica, alla letteratura, alle arti dello spettacolo, al software e ai videogiochi, nonché all’architettura, agli archivi, alle biblioteche, ai musei e all’artigianato artistico.

L’obiettivo perseguito

Con esso, il MISE intende valorizzare sul territorio nuova imprenditorialità in settori in cui il Made in Italy eccelle per idee e creatività, e non solo: infatti sono assoggettabili a finanziamento anche interventi che prevedono la collaborazione delle PMI creative con le imprese di altri settori produttivi, in particolare quelli tradizionali, nonché con le università e gli enti di ricerca per l’acquisizione di servizi specialistici.

La presentazione delle domande

La promozione è partita a giugno, con la possibilità di esperire le procedure funzionali per la presentazione delle domande. Facendo ciò, sarà possibile richiedere contributi a fondo perduto, l’agevolazione nell’accesso al credito e la promozione di strumenti innovativi di finanziamento.

L’accreditamento

Innanzitutto, l’accreditamento delle imprese non residenti nel territorio italiano è partito lo scorso 13 giugno, mentre per quelle nostrane non è necessario l’accreditamento.

Per la l’avvio, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese creative, dal 20 giugno è possibile la compilazione delle domande sarà possibile a partire dalle ore 10 del 20 giugno 2022 mentre l’invio è previsto a partire dalle ore 10 del 5 luglio 2022.

Invece, per la promozione della collaborazione tra imprese creative e soggetti operanti in altri settori la compilazione delle domande sarà possibile a partire dalle ore 10 del 6 settembre 2022 mentre l’invio è previsto a partire dalle ore 10 del 22 settembre 2022.

Il plafond

Per la misura sono disponibili risorse pari a 20 milioni di euro per ciascun anno 2021 e 2022, per un totale di 40 milioni di euro.

Gli sportelli per la presentazione delle domande saranno gestiti da Invitalia per conto del Ministero dello sviluppo economico.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-pmi-creative

Fondo Centrale di Garanzia Riserva PON IC: focus sulle risorse REACT-EU

Il MISE rende operativa una delle misure introdotte in seguito all’assegnazione al Programma di fondi aggiuntivi resi disponibili dall’iniziativa europea REACT-EU. Il plafond a disposizione, complessivamente 1,8 miliardi di euro, è frutto dell’incremento delle risorse a supporto delle PMI attraverso la Riserva PON del Fondo Centrale di garanzia. In linea con REACT-EU, il PON IC rafforza con 500 milioni di euro le azioni per il sostegno all’accesso al credito delle imprese.

Il tema

La Riserva PON del Fondo Centrale di Garanzia rappresenta uno dei principali strumenti del PON Imprese e Competitività utili a rispondere agli effetti della perdurante emergenza sanitaria.

Inserita dal 2020, nell’ambito del percorso avviato dalla Direzione generale Incentivi alle Imprese del MiSE conclusosi con l’ultima riprogrammazione del PON (decisione della Commissione europea C(2021)5865 del 3 agosto 2021), tra le misure specifiche per rispondere alla crisi socioeconomica in atto, per essa è stata recentemente formalizzata l’assegnazione alla Riserva PON IC di ulteriori risorse finanziarie, a valere sulle risorse React-EU, per un importo complessivo di 500 milioni di euro[1], ed in particolare:

  • 400 milioni di euro vengono destinati alle regioni del Mezzogiorno
  • 100 milioni di euro sono indirizzati alle regioni del Centro-Nord.

Il termine per il riconoscimento del sostegno alle imprese,  attraverso le risorse React-EU, è il 31 dicembre del 2023.

Il rafforzamento dell’intervento del Fondo di garanzia, grazie alle risorse React-EU, si pone l’obiettivo di rispondere agli incrementati fabbisogni di liquidità delle imprese derivanti dalla crisi economica prodotta dall’emergenza sanitaria da Covid-19, operando in applicazione alle novità normative introdotte dal Decreto Liquidità. Tra gli altri elementi di novità, in linea con quanto definito dal Regolamento UE n. 2020/2221:

  • il sostegno attraverso le risorse React-EU prevede l’accesso alla garanzia pubblica del Fondo, a supporto dei finanziamenti concessi alle imprese, anche per le operazioni finanziarie garantite dal 1° aprile 2020;
  • per le spese relative alle operazioni ammissibili è previsto un tasso di cofinanziamento dell’Unione europea del 100%.

Per maggiori approfondimenti

Per la normativa di riferimento – Riserva Centrale Fondo di Garanzia REACT EU:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/normativa/decreti-ministeriali/2043144-decreto-ministeriale-3-dicembre-2021-incremento-della-dotazione-finanziaria-della-riserva-pon-ic-del-fondo-di-garanzia-per-le-pmi

https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-di-garanzia-per-le-pmi


[1] A partire dall’introduzione del nuovo obiettivo tematico del Programma individuato nell’Asse VI “Promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di COVID-19 e delle sue conseguenze sociali e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia”

MISE: stanziati 750 milioni per le imprese

Con un nuovo decreto, il MiSE ha stanziato 750 milioni a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa Depositi e Prestiti. Si tratta di agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto a sostegno degli investimenti industriali finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare coerenti con gli ambiti di interventi del “Green new deal italiano”.

Agevolazioni e contributi a sostegno delle imprese

Agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto a sostegno degli investimenti industriali finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare coerenti con gli ambiti di interventi del “Green new deal italiano”.


 E’ quanto prevede il decreto del ministro dello Sviluppo economico, che rende operativa una misura per la quale sono disponibili complessivamente risorse pari a 750 milioni, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa Depositi e Prestiti.

 
Possono richiedere l’incentivo le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti – anche in forma congiunta tra loro – di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento, con particolare riguardo agli obiettivi di:
   

  • decarbonizzazione dell’economia
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico


I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro, essere realizzati sul territorio nazionale, avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al ministero dello Sviluppo economico.

Il decreto, firmato anche dal ministro dell’Economia e delle finanze, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, mentre un successivo provvedimento ministeriale indicherà i termini e le modalità di presentazione delle domande delle imprese.

Le dichiarazioni

“La sostenibilità ambientale è decisiva per il nostro futuro ed è un obiettivo da perseguire e raggiungere. Ma dobbiamo essere consapevoli che la rivoluzione verde ha un prezzo e nostro compito è fare in modo che la transizione non lasci per strada morti e feriti in termini sociali ed economici. Per questo ho più volte sottolineato che la sostenibilità ambientale deve essere in equilibrio con quella economica e sociale. Da ministro dello Sviluppo economico mio dovere è tutelare il sistema delle imprese ad attraversare questa transizione in maniera costruttiva”, dichiara Giorgetti. “Per queste ragioni, in questa delicata fase di transizione – prosegue il ministro – dobbiamo sostenere le imprese italiane con tutti gli strumenti e le risorse, nazionali ed europee, che abbiamo a disposizione per favorire la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative, i processi di riconversione industriale e gli investimenti per la decarbonizzazione in settori strategici come quelli della siderurgia e dell’automotive”. 

Per maggiori informazioni

Decreto interministeriale 1 dicembre 2021 

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