Ricerca per:
“Il PNRR potrà agevolare la transizione ecologica”

Questa la dichiarazione di Stefano Sassone, Direttore Tecnico di Confindustria Cisambiente, intervenuto al convegno organizzato dal Sole 24 Ore. Diversi i temi toccati nel corso della tavola rotonda: dal Programma Nazionale sulla Gestione dei rifiuti (PNGR) al nuovo sistema di tracciabilità RENTRI. Alcuni passaggi dell’intervento.

Il tema del Convegno

Il PNRR rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme per seguire un percorso di crescita economica a lungo termine per il nostro paese, in ottica di sostenibilità, digitalizzazione, inclusione. A che punto sono le riforme? Se ne è parlato in un convegno organizzato dal Sole 24 ore lo scorso 19 aprile. Per Confindustria Cisambiente, interviene Stefano Sassone.

Qual è la transizione ecologica secondo Confindustria Cisambiente

Quello che stiamo vivendo, come momento storico nel settore di nostro interesse, è particolarmente significativo.

Stiamo assistendo ad una significativa concentrazione di eventi nel giro di poche settimane che sono destinati ad incidere sulla transizione ecologica in corso, da qui ai prossimi anni.

Il primo che occorre citare, senza dubbio, i bandi realizzati dal MITE nell’ambito delle risorse del PNRR: lo scorso 13 marzo sono decorsi i termini per la presentazione dei bandi relativi al Piano Nazionale di ripresa e resilienza, riguardanti una missione e componente specifica (la M2C1), relativa all’impiantistica sui rifiuti, al fine di:

  • ridurre l’obsolescenza degli attuali sistemi di gestione dei rifiuti attraverso il miglioramento e la meccanizzazione della rete di raccolta differenziata
  • la creazione di strutture di trattamento più efficienti, anche al fine di ridurre il numero di procedure di infrazione UE e le disparità regionali
  • la promozione di progetti faro in tema di economia circolare;

A nostro avviso, le risorse devolute attraverso questi bandi, per realizzare questi obbiettivi appena evidenziati, potranno agevolare una transizione ecologica, sottolineando come alcune imprese hanno trovato delle difficoltà.

Le cito il caso di una nostra Azienda che ha presentato un progetto per la realizzazione di un nuovo impianto per il recupero e il riciclaggio di alcune materie plastiche, evidenziando come gli spazi di innovazione richiesti dal bando sono minimi (ad esempio, fra le innovazioni sostanziali si prevedeva il completo affrancamento dal fabbisogno energetico, mediare solare fotovoltaico, producendo elettricità durante le ore di insolazione); ma capirà benissimo che non si tratta di una tecnologia innovativa in termini assoluti.

La maggiore difficoltà era dovuta al fatto che la quota sovvenzionabile riguarda solo la componente innovativa del progetto e risultasse complicato, come sopra spiegato, individuare lo standard attuale di riferimento.

A ogni buon conto, è pacifico che una buona transizione ecologica, nell’ambito del settore dove opera Confindustria Cisambiente, lo sviluppo di un’adeguata infrastruttura impiantistica su tutto il paese.

Laddove le configurazioni sono concentrate per la maggior parte nell’area centro-settentrionale, risulta indispensabile per realizzare un modello di economia circolare convergere gli sforzi del nostro paese nella costruzione di impianti per i flussi di materie prime critiche anche per il sud Italia.

A tale scopo riteniamo che il nascituro Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti possa essere un veicolo ideale per agevolare la realizzazione di questo disegno, integrando la strategia italiana sull’economia circolare.

Il PNGR come reale strumento per attuare la transizione ecologica nel settore igiene urbana

L’Italia è carente di impianti per la gestione dei rifiuti e le faccio un esempio in particolare che riguarda tutti noi, come cittadini.

Con il Testo Unico Ambientale, la normativa di riferimento sul tema, fissava un obiettivo di raccolta differenziata dei flussi raccolti sulla superficie pubblica pari al 65% entro il 2012.

Sono passati ben 10 anni, ad oggi il nostro paese si attesta sulla percentuale di poco inferiore al 60% circa, trainata dalle grandi aree industrializzate nel nostro paese, che hanno trovato nel rifiuto una risorsa.

Posto che stiamo parlando di rifiuti che provengono dalle nostre abitazioni, e non di quelli prodotti a seguito dello svolgimento delle attività imprenditoriali (realizzati in misura 4 volte superiore ai primi), l’assenza di impianti di gestione, in particolare per la frazione organica dei rifiuti solidi prodotti in ambito urbano:

  • impedisce  nelle regioni meridionali del nostro paese, da un lato di sfruttare una vera e propria fonte di energia (dal processamento della FORSU, ad esempio, si può ottenere idrogeno);
  • e dall’altro genera un incremento dell’inquinamento atmosferico dovuto alle attività di trasporto, in particolare di migrazioni da queste regioni verso il nord Italia, dov’è l’umido prodotto nelle nostre abitazioni può trovare forme di valorizzazione.

Il programma prevede la devoluzione di importanti risorse per colmare il plant divide.

Ma ciò deve essere fatto in modo razionale e circolare, prevedendo anche configurazioni per taluni flussi non contemplati ed in un framework normativo adeguato:

Ad esempio, nel Piano, nonostante gli auspici presenti nelle bozze che sono girate negli anni scorsi per la modifica del D. Lgs. 99/92, non c’è alcuna indicazione rispetto ai fanghi di depurazione e assimilati.

Ad esempio, abbiamo forti perplessità per quanto riguarda la bozza di regolamentazione end of waste sugli inerti.

In tal senso appare logica la collocazione del programma fra i pilastri più importanti della strategia italiana sull’economia circolare.

Il rapporto tra la strategia italiana sull’economia circolare e la transizione ecologica nel settore dei rifiuti

La strategia italiana sull’economia circolare:

  • è stata concepita ben prima dei bandi del PNRR;
  • del Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti;
  • e si pone temporalmente dopo la strategia nazionale per la prevenzione della produzione degli stessi.

Tuttavia, sono proprio questi i pilastri su cui tale strategia si basa, e quindi, a seguito della sua corretta implementazione, non può che beneficiarne l’intero settore dei rifiuti e la transizione di cui stiamo parlando.

Si ricava, dalla lettura del documento che, un modello di economia circolare, nel nostro paese, secondo le indicazioni fornite dal ministero della transizione ecologica:

  • viene legata all’efficace realizzazione del programma di gestione sui rifiuti;
  • ad un ottimale strategia di prevenzione della produzione di rifiuti( che rimane la prima fase gerarchia dei rifiuti, ovvero la prima forma di gestione che deve essere attuata secondo il nostro legislatore); ad un corretto utilizzo delle risorse devolute dal PNRR alla missione sopra richiamata.

Nell’ambito della strategia, infine, viene sottolineato a chiare lettere come la strategia richieda un efficace attività di monitoraggio del ciclo di vita dei rifiuti così come sono oggi prodotti nel nostro paese.

Tracciabilità e transizione ecologica

Proprio in questi giorni stiamo assistendo a due fatti significativi.

Il primo riguarda il rilascio delle bozze relative al nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, il cosiddetto rentri, basato cioè sull’accumulo di dati riferibili al percorso che rifiuto compie lungo la sua vita, all’interno di un registro elettronico, dove sono raccolti( si tratta di una repository), tutti i dati riconducibili al ciclo di vita da questi compiuti.

Il secondo riguarda il rilascio da parte di uni di una prassi tecnica riguardante proprio il tema della tracciabilità i rifiuti urbani.

Si tratta di due strumenti:

  • aventi differente importanza;
  • complementari tra di loro,

che possono garantire una significativa riduzione dei danni originati le forme del ciclo di vita di gestione dei rifiuti

Laddove siano evitati:

  • attraverso il RENTRI
  • attraverso le prassi tecniche nella tracciabilità dei rifiuti,

danni all’ambiente e all’uomo soprattutto, si può garantire l’implementazione di un modello di economia verde, ovvero approdare a quella transizione ecologica per cui si è giunti a realizzare un dicastero ad hoc, dalle ceneri di quello dell’ambiente della tutela del territorio è del mare, spostando addirittura alcune competenze di natura economica dal ministero dello sviluppo economico, i riconoscendo alle attività di tutela dell’ambiente significative ricadute anche sul piano economico.”

Per ulteriori informazioni

Cliccare qui:

Advertising

Book

Pubblicato il  nuovo volume riguardante la normativa ambientale dedicato ai chiarimenti sulla parte IV del TUA, sulla gestione dei rifiuti dal titolo “Il testo unico ambientale – I chiarimenti sugli istituti della Parte IV relativa ai rifiuti

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Disponibile on-line, su Amazon on-line shop, il secondo volume de “L’economia circolare dispiegata”, “La gestione dei rifiuti: per Aziende, Cittadini, Enti pubblici”, dedicato a chi vuole approfondire i temi dell’economia ambientale, della gestione dei rifiuti e della relativa disciplina tariffaria, sotto un profilo economico, legislativo e tributario.

E’ in libreria e sullo shop-on line di Amazon, il mio nuovo volume dedicato alle “Procedure Autorizzative Ambientali IIa Edizione. Cosa cambia con il “Semplificazioni bis” (DL n. 77/2021/)”.

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!

Green economy report: la transizione ecologica che ci salverà

Con un articolo dedicato al tema della transizione ecologica, Green economy report fa il punto della situazione sullo stato dell’arte della transizione ecologica in Italia. La cifra con cui si dovrà misurare ogni attività economica al netto di qualunque crisi è la sostenibilità. Parola di Lucia Leonessi, che spiega l’importanza di fare squadra per raggiungere questo obiettivo in ambito manifatturiero. Stefano Sassone: “Investire nell’economia circolare offre opportunità rilevanti di business e crescita occupazionale e non è semplicemente il manifesto di una maggior sensibilità nei confronti dei luoghi dove viviamo”.

Il tema

Secondo Confindustria Cisambiente, catalizzatore di imprese ad alta vocazione green, dovrà partire da questo presupposto la transizione ecologica che l’Italia è chiamata ad accelerare per reagire alla pandemia e alla guerra. Una doppia offensiva che ci ha segnato non solo dal lato umano, ma ha proiettato la questione dell’emancipazione dal gas in una dimensione emergenziale.

«In questa cruciale partita- sostiene Lucia Leonessi, Direttore generale e fondatrice di Confindustria Cisambiente – l’Europa ha dato l’impressione di tentennare rispetto all’utilizzo del rifiuto come fonte energetica: essendo la colonna della transizione ecologica di Confindustria, noi avremmo immaginato una spinta molto più decisa».

Assieme a Lucia Leonessi intervengono Fabrizio D’Epiro, vicepresidente Finanza e fiscalità Cisambiente, Stefano Sassone, Direttore Area tecnica Cisambiente e Carlo Lusi, presidente Cartambiente.

La stessa spinta avete cercato di imprimerla nei primi 5 anni di attività di Cisambiente, durante i quali rivendicate con orgoglio una serie di successi. In quali ambiti avete conseguito i più rilevanti?

Lucia Leonessi: «Il più grande successo all’inizio del nostro sesto anno di attività è aver aggregato tutta la filiera del ciclo integrato dei rifiuti dalla progettazione allo smaltimento finale alle bonifiche. Lottare gli uni al fianco degli altri in un’unica associazione si è rivelato vincente nell’ottenimento degli obiettivi. La tradizione ecologico-ambientalista è diventata il nostro stesso motore per costruire il futuro partendo dalla realizzazione di impianti nuovi, di alta tecnologia e soprattutto di prossimità. Il miglior alleato del ciclo integrato del rifiuto e dell’economia circolare è proprio la prossimità impiantistica».

Tra le alternative energetiche più evocate per tamponare il deficit  del  gas russo c’è il carbone. Che ne pensate e quali ulteriori strade può percorrere l’Italia per liberarsi da questa dipendenza?

Fabrizio D’Epiro: «In Italia nel 2020 il 55,8 per cento del carbone utilizzato dalle nostre centrali proveniva dalla Russia, va da sé che bisogna trovare fonti realmente alternative sia al gas sia al carbone. Una strada valida è certamente quella di sostituire la fonte carbonifera con il Combustibile solido secondario (Css), matrice mista di plastiche, carta e tessuto non recuperabile nei normali processi di riciclo. Una tonnellata di Css sostituisce in termini di potere calorico quasi una tonnellata di carbone e ha un costo di approvvigionamento di circa un ottavo. Confindustria Cisambiente, che al suo interno conta i maggiori produttori italiani di questa fonte, propone alle società proprietarie delle centrali a carbone di pianificarne una progressiva sostituzione con il Css».

Qual è il grado di coinvolgimento delle Pmi nella corsa verso la sostenibilità e, in ambito manifatturiero, quali settori risultano trainanti in termini di buone pratiche?

Stefano Sassone: «In Italia oggi la maggior parte delle aziende viene costituita da micro e piccole imprese. Investire nell’economia circolare offre opportunità rilevanti di business e crescita occupazionale e non è semplicemente il manifesto di una maggior sensibilità nei confronti dei luoghi dove viviamo. Nella rivoluzione verde le Pmi sono pertanto pienamente coinvolte e hanno un ruolo essenziale per realizzare la transizione ecologica di cui oggi tanto si parla. Tra i settori manifatturieri che risultano avanti in questa corsa per la sostenibilità spiccano le aziende che realizzano gli imballaggi atti a contenere, manipolare e trasportare prodotti e materie prime».

Il Pnrr pone un forte accento sulla rivoluzione verde. Quali forme di riorganizzazione green delle catene produttive sta favorendo?

Stefano Sassone: «Il Piano nazionale ripresa e resilienza ha rappresentato, ed è destinato a rappresentare per molti anni, un utile e proficuo meccanismo di finanziamento per le iniziative “verdi”. Il termine previsto per i bandi ne testimonia il forte successo, suffragato dai numeri diramati dal MiTE. Di particolare interesse è stata la volontà del dicastero di finanziare le proposte impiantistiche riguardanti l’idrogeno da umido, definita tecnicamente come frazione organica dei rifiuti solidi urbani, che mediante opportuni meccanismi di conversione consente di ottenere energia pulita dai nostri rifiuti. Tale opportunità è stata accolta dalle nostre imprese associate che hanno risposto ai bandi per l’idrogeno verde».

Il rincaro delle materie prime rende ancora più attrattivi i nuovi paradigmi circolari. Quale strategia andrà perseguita in futuro per affermare questo modello economico nelle nostre imprese?

Carlo Lusi: «Al di là della pandemia, della guerra e delle attuali speculazioni finanziarie, la cifra con cui si dovrà misurare ogni attività economica è la sostenibilità. La crisi climatica, l’aumento della popolazione mondiale e i limiti delle risorse sono dati di fatto. Il modello economico dovrà essere sempre più orizzontale, vicino, ramificato, circolare, rinnovabile, in primis in Paesi come l’Italia poveri di materie prime. La filiera del recupero e riciclo della carta è un esempio di tale nuovo modello. La globalizzazione ha mostrato la sua fragilità intrinseca e i rischi a cui espone anche le società più ricche. La sostenibilità è la “rete di sicurezza” che ci salverà dalla caduta che rischiamo seriamente di fare a breve».

Advertising

Book

Pubblicato il  nuovo volume riguardante la normativa ambientale dedicato ai chiarimenti sulla parte IV del TUA, sulla gestione dei rifiuti dal titolo “Il testo unico ambientale – I chiarimenti sugli istituti della Parte IV relativa ai rifiuti

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Disponibile on-line, su Amazon on-line shop, il secondo volume de “L’economia circolare dispiegata”, “La gestione dei rifiuti: per Aziende, Cittadini, Enti pubblici”, dedicato a chi vuole approfondire i temi dell’economia ambientale, della gestione dei rifiuti e della relativa disciplina tariffaria, sotto un profilo economico, legislativo e tributario.

E’ in libreria e sullo shop-on line di Amazon, il mio nuovo volume dedicato alle “Procedure Autorizzative Ambientali IIa Edizione. Cosa cambia con il “Semplificazioni bis” (DL n. 77/2021/)”.

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!

PNRR: al via la procedura per le tematiche della transizione ecologica

Avviata dal Dicastero della transizione ecologica una procedura di affidamento, nell’ambito dei bandi del PNRR per i servizi di ideazione della creatività e sviluppo di contenuti omni-channel sulle tematiche della transizione ecologica 2022-2026, per l’attuazione dell’investimento cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali.

Il tema

Nell’ambito dell’investimento 3.3 della Missione 2, componente 1 dei Bandi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, il MITE ha avviato una procedura aperta riguardante lo sviluppo di servizi riguardanti il tema della creatività e dello sviluppo di contenuti omni-channel sulle tematiche della transizione ecologica, per il periodo che va da oggi fino al 2026.

L’obiettivo

Il Dicastero intende promuovere una maggiore consapevolezza sui temi e sulle sfide della transizione ecologica, ed in particolare:

  • aumentare il livello di consapevolezza sul cambiamento climatico e sulle relative conseguenze
  • educare giovani, famiglie e comunità a stili di vita e consumi più sostenibili
  • promuovere l’adozione di comportamenti virtuosi, anche a livello di comunità.

La pubblicazione avviene sul sito di Invitalia, per conto del Ministero della transizione ecologica.

Il plafond disponibile

L’appalto presenta un valore pari a 3,43 milioni di euro.

Le caratteristiche del servizio

In particolare, a chi si aggiudicherà l’appalto sono richiesti, per il periodo 2022-2026:

  • l’ideazione e la produzione di una strategia creativa e dei relativi prodotti editoriali e di informazione
  • la messa a disposizione di un pool di content producers per la produzione di contenuti dedicati (es. podcast, video lezioni, long form content, articoli stampa, post per social);
  • l’ideazione di un piano editoriale pluriennale per la produzione e diffusione dei contenuti omni-channel;
  • la realizzazione di 180 podcast organizzati in puntate;
  • la produzione di 120 videoclip brevi per il web e social;
  • la realizzazione di un numero massimo di 20 video lezioni divulgative per scuole elementari, medie e superiori e di un massimo di 8 Spot video e radio;
  • adattamenti immagine coordinata Below The Line (cioè tutte le attività a basso budget, ad esempio iniziative flash mob, guerrilla marketing, materiali informativi, merchandising, ecc).

Tutti i contenuti saranno poi raccolti in una piattaforma online accessibile a tutti, con lo scopo di ospitare l’archivio più completo di materiale educativo e ricreativo sulle tematiche ambientali.

La conclusione della procedura

Il termine per la consegna delle offerte è il 9 Maggio 2022.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui:

https://www.invitalia.it/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/pnrr-online-gara-sfide-transizione-ecologica

Advertising

Book

Pubblicato il  nuovo volume riguardante la normativa ambientale dedicato ai chiarimenti sulla parte IV del TUA, sulla gestione dei rifiuti dal titolo “Il testo unico ambientale – I chiarimenti sugli istituti della Parte IV relativa ai rifiuti

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Disponibile on-line, su Amazon on-line shop, il secondo volume de “L’economia circolare dispiegata”, “La gestione dei rifiuti: per Aziende, Cittadini, Enti pubblici”, dedicato a chi vuole approfondire i temi dell’economia ambientale, della gestione dei rifiuti e della relativa disciplina tariffaria, sotto un profilo economico, legislativo e tributario.

E’ in libreria e sullo shop-on line di Amazon, il mio nuovo volume dedicato alle “Procedure Autorizzative Ambientali IIa Edizione. Cosa cambia con il “Semplificazioni bis” (DL n. 77/2021/)”.

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!