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La svolta di Roma: con il PNRR 8 centri di raccolta, ma soprattutto 6 nuovi impianti per la gestione dei rifiuti

Importanti novità dalla Giunta capitolina sul tema della impiantistica e dei centri di raccolta sul territorio della Capitale. Infatti, lo scorso 10 febbraio 2022, ha approvato due delibere relative ai progetti di cui alle deleghe conferite all’Ama S.p.A. per la partecipazione ai bandi per il finanziamento di impianti nell’ambito delle risorse del PNRR.

Gli interventi

La Giunta capitolina, nella seduta del 10 Febbraio scorso, ha approvato due delibere relative ai progetti di cui alle deleghe conferite all’Ama S.p.A. per la partecipazione ai bandi per il finanziamento di impianti nell’ambito delle risorse del PNRR.

Si tratta rispettivamente di dieci Centri di Raccolta da realizzare nell’ambito dell’Avviso M2C, linea d’intervento A del PNRR per impianti destinati al miglioramento della raccolta differenziata, per i quali sono state individuate le seguenti localizzazioni:

  • Tor de Cenci (Mun. IX)
  • Via Wolf Ferrari (Infernetto, Mun. X)
  • La Storta/Olgiata (Mun. XV)
  • Casal Selce Sud (Mun. XIII)
  • SDO – Via Tedeschi (Mun. IV)
  • Severini – Via Collatina (Mun. V)
  • Corcolle – Via Ripatransone/Via Petriolo (Mun. VI)
  • Massimina – Via B. Chesi (Mun. XII)
  • Piazza Bottero (Mun. X)
  • Corviale – (Mun. XI)

Il Comune di Roma riferisce che, per gli ultimi due, si tratta di ampliamenti e potenziamenti di due Centri già esistenti, mentre gli altri 8 sono completamente nuovi.

La spesa complessiva necessaria per la realizzazione delle opere ammonta a oltre 32 milioni di euro, di cui 10 milioni finanziati con le risorse PNRR e i rimanenti oltre 22 milioni con fondi a carico del Piano investimenti di Ama S.p.A.

Cosa sono i centri di Raccolta?

I centri di raccolta comunali o intercomunali vengono definiti con un Decreto del Ministero dell’Ambiente del 2008, il 4 Aprile, per cui essi vengono definiti come segue:

“[..] aree presidiate ed allestite ove si svolge unicamente attivita’ di raccolta, mediante raggruppamento per frazioni omogenee per il trasporto agli impianti di recupero, trattamento e, per le frazioni non recuperabili, di smaltimento, dei rifiuti urbani e assimilati elencati in allegato I, paragrafo 4.2, conferiti in maniera differenziata rispettivamente dalle utenze domestiche e non domestiche, nonché’ dagli altri soggetti tenuti in base alle vigenti normative settoriali al ritiro di specifiche tipologie di rifiuti dalle utenze domestiche.”

Pertanto si tratta di strutture che non necessitano di opportuna autorizzazione, in via ordinaria oppure semplificata ai sensi del Testo Unico Ambientale, per via delle operazioni che in essi vengono effettuate, che non configurano un attività di gestione dei rifiuti.

Gli impianti

Inoltre, nell’ambito dell’Avviso M2C, linea d’intervento B del PNRR relativa a nuovi impianti per la gestione dei rifiuti e per l’ammodernamento di impianti esistenti, vengono approvati i progetti per la realizzazione di due impianti di digestione anaerobica della frazione organica rispettivamente in località Casal Selce (Mun. XIII) e Cesano (Mun. XV).

Sempre nell’ambito della stessa linea d’intervento la Giunta ha approvato i progetti per la realizzazione di due impianti di selezione e valorizzazione della carta e della plastica rispettivamente a Ponte Malnome (Mun. XII)  e Rocca Cencia (Mun. VI).

La spesa complessiva prevista per questi 4 impianti ammonta a 161 milioni di euro, di cui 123 finanziati con le risorse PNRR e 38 con fondi provenienti dal piano degli Investimenti di Ama.

Le dichiarazioni

“Dopo più di quindici anni Roma realizza moderni impianti pubblici per mettere in campo l’economia circolare e chiudere il ciclo dei rifiuti” ha commentato il Sindaco Roberto Gualtieri. “Con le due delibere di oggi – ha proseguito – Roma coglie l’opportunità del PNRR per realizzare impianti green e sostenibili, essenziali per compiere un salto di qualità che ci consentirà di non dover più rincorrere soluzioni tampone, disperdendo risorse pubbliche e caricando di costi eccessivi i cittadini. Puntiamo a trasformare Roma in una città normale, una città nella quale ciò che oggi viene considerato straordinario, diventi ordinaria amministrazione”.

“Oggi è una giornata da ricordare per la nostra città” ha spiegato l’assessora ai Rifiuti Sabrina Alfonsi. “L’approvazione di questi progetti nel rispetto della tempistica molto stretta imposta dai bandi PNRR – ha proseguito – rappresenta il primo, assai significativo, passo in avanti in un percorso complesso che entro pochi anni dovrà portare Roma fuori dalla palude in cui è venuta a trovarsi a causa della mancanza di impianti di trattamento dei rifiuti.  Insieme agli impianti di Acea per il trattamento dei fanghi di depurazione presso la rete dei depuratori di Roma e ad altri tipi di impianti per i quali stiamo portando avanti le valutazioni tecniche, questo lavoro ci consentirà, nel medio periodo, di risparmiare risorse che oggi utilizziamo per trasportare i nostri rifiuti in altre regioni, per poterle dedicare alla riorganizzazione e al miglioramento dei servizi di igiene urbana nella città, con l’obiettivo finale di elevare la percentuale della raccolta differenziata ai livelli richiesti dalla legislazione europea e ridurre il livello della TA.RI. che oggi pesa moltissimo sui cittadini romani a fronte di un servizio non adeguato”.

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Programma nazionale gestione rifiuti: iniziata la procedura di screening VAS

Ulteriore passaggio verso il primo programma nazionale di gestione dei rifiuti. E’ partita la valutazione ambientale strategica, per ottenere il permesso ambientale per poterlo realizzare entro i termini previsti dal Testo Unico Ambientale (TUA, D.Lgs. n. 152/2006).

Le principali caratteristiche del PNGR

Il Piano Nazionale Gestione dei Rifiuti (PNGR) nasce dal recepimento del Circular Economy Package, avvenuto con il D.Lgs. n. 116/2020, il quale, introducendo un nuovo articolo all’interno del TUA, il 198-bis, individua i tratti somatici del nuovo programma

Innanzitutto, il soggetto incaricato della sua predisposizione è il Ministero della Transizione Ecologica (MITE), con il supporto di ISPRA e deve essere sottoposto a screening VAS (verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica), per poi essere definitivamente autorizzato.

Deve essere approvato,  d’intesa  con  la  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  Regioni  e  le  Province autonome di Trento e Bolzano, con decreto del Ministro  dell’ambiente della tutela del territorio e del mare.

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

Che cos’è

E’ una procedura autorizzativa ambientale che ha per oggetto piani  e  programmi e comprende uno screening e l’elaborazione di taluni documenti atti a facilitare la comprensione degli impatti ambientali significativi collegati alla sua realizzazione (quale il “rapporto   ambientale”).

La procedura amministrativa

Essa viene avviata dall’autorità procedente[1]  contestualmente  al  processo  di  formazione del piano o programma  e  comprende:

  • lo   svolgimento   di   una  verifica  di  assoggettabilità[2];
  • l’elaborazione del rapporto ambientale;
  • lo svolgimento di consultazioni;
  • la  valutazione  del  rapporto  ambientale  e gli esiti delle consultazioni;
  • la decisione;
  • l’informazione sulla decisione;
  • il monitoraggio.

Contenuto

Il PNGR fissa:

  • i macro-obiettivi;
  • i criteri e le linee strategiche cui le Regioni e le Province  autonome si attengono nella elaborazione dei Piani regionali di  gestione  dei rifiuti.

Il contenuto

Esso andrà a contenere:

  • i dati inerenti  alla  produzione,  su  scala  nazionale,  dei rifiuti per tipo, quantità, e fonte;
  • la ricognizione  impiantistica  nazionale,  per  tipologia  di impianti e per regione;
  • l’adozione di criteri generali per la redazione  di  piani  di settore concernenti specifiche tipologie di rifiuti,  incluse  quelle derivanti dal riciclo e dal recupero dei rifiuti stessi,  finalizzati alla riduzione, il riciclaggio, il recupero  e  l’ottimizzazione  dei flussi stessi;
  • l’indicazione dei criteri  generali  per  l’individuazione  di macroaree,  definite   tramite   accordi   tra   Regioni   ai   sensi dell’articolo 117, ottavo comma, della Costituzione,  che  consentano la razionalizzazione degli impianti dal punto di vista localizzativo, ambientale ed economico, sulla base  del  principio di  prossimità, anche relativamente agli impianti di recupero, in  coordinamento  con quanto previsto all’articolo 195, comma 1, lettera f);
  • lo stato di attuazione in relazione  al  raggiungimento  degli obiettivi derivanti dal diritto dell’Unione europea in relazione alla gestione dei rifiuti  e  l’individuazione  delle  politiche  e  degli obiettivi intermedi cui le Regioni devono tendere ai fini  del  pieno raggiungimento dei medesimi;
  • l’individuazione  dei  flussi  omogenei  di  produzione   dei rifiuti, che presentano le  maggiori  difficoltà  di  smaltimento  o particolari possibilità di recupero sia per  le  sostanze  impiegate nei prodotti base  sia  per  la  quantità  complessiva  dei  rifiuti medesimi, i relativi fabbisogni impiantistici  da  soddisfare,  anche per macroaree, tenendo conto della pianificazione  regionale,  e  con finalità di progressivo riequilibrio socioeconomico fra le aree  del territorio nazionale;
  • l’individuazione di flussi omogenei di  rifiuti  funzionali  e strategici per l’economia  circolare  e  di  misure  che  ne  possano promuovere ulteriormente il loro riciclo;
  • la definizione  di  un  Piano  nazionale  di  comunicazione  e conoscenza ambientale in tema di rifiuti e di economica circolare;
  • il piano di gestione delle macerie e dei  materiali  derivanti dal crollo e dalla demolizione di edifici ed infrastrutture a seguito di un evento sismico, definito d’intesa con la Conferenza  permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e  le  Province  autonome  di Trento e Bolzano, sulla base dell’istruttoria presentata da  ciascuna Regione e Provincia autonoma.
  • l’indicazione  delle   misure   atte   ad   incoraggiare   la razionalizzazione della raccolta, della cernita e del riciclaggio dei rifiuti;
  • la definizione di meccanismi vincolanti  di  solidarietà  tra Regioni finalizzata alla gestione di eventuali emergenze.

Termine per l’approvazione

In sede di prima applicazione, il  Programma  nazionale  per  la gestione dei rifiuti deve essere approvato entro  18  mesi  dalla  entrata  in vigore del D.Lgs. n. 116, avvenuta con la pubblicazione in GURI il 26 settembre 2020.

Aggiornamento

Il MITE aggiorna il Programma almeno ogni  6 anni,  tenendo  conto,  tra  l’altro,  delle   modifiche   normative, organizzative e tecnologiche intervenute nello scenario  nazionale  e sovranazionale.

[1] Si tratta della pubblica amministrazione che  elabora il piano, programma soggetto alle disposizioni del TUA, ovvero  del caso in cui il soggetto che predispone il piano, programma sia  un  diverso   soggetto   pubblico   o   privato,   la   pubblica amministrazione che recepisce, adotta o approva il piano, programma. Differisce dall’Autorità competente, da intendere come la pubblica amministrazione cui  compete l’adozione del provvedimento l’elaborazione del parere motivato, nel caso di valutazione di  piani e programmi.

[2] Limitatamente  ai piani e ai programmi di cui all’articolo 6, commi 3 e 3 bis del TUA, ovvero quelli che producono impatti significativi sull’ambiente, come nel caso del Programma in esame.

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Il contenuto

La pubblicazione viene articolata in tre capitoli. Con il primo si spiegano i fondamenti dell’Economia, le sue articolazioni (macroeconomia e microeconomia), e le caratteristiche dell’Economia ambientale, quel ramo della disciplina che assume il sistema dove viviamo, come aperto, ovvero fondato sull’utilizzo delle risorse naturali per sopravvivere.

Nel secondo viene affrontata la disciplina della gestione dei rifiuti sotto un profilo economico, normativo, e statistico-descrittivo, illustrando la cornice legislativa comunitaria ed interna ed il tracciamento del loro ciclo di vita, alle soglie dell’introduzione del RENTRI, il nuovo sistema informatico di tracciabilità.

Nel terzo, infine, viene affrontato la questione della disciplina tributaria e tariffaria regolata dall’Autorità delle Reti, Energia e Ambiente (ARERA), concernente il conferimento dei rifiuti presso gli impianti di trattamento e l’erogazione dei servizi di igiene urbana che consentono di mantenere pulite le città dove viviamo.

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