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SPNA: pubblicate le Linee guida per l’accompagnamento ambientale di grandi opere infrastrutturali

Pubblicate le linee guida per la verifica dell’Snpa sulla compatibilità ambientale delle grandi opere infrastrutturali (tra cui quelle previste dal “PNRR”) nelle fasi successive all’approvazione del progetto.

La delibera SNPA

Con delibera 20 dicembre 2021, n. 149 il Consiglio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa)  ha approvato le linee guida 35/2021 per “l’accompagnamento ambientale” delle grandi opere infrastrutturali di interesse nazionale o locale, documento di assoluto rilievo in vista dell’apertura dei cantieri delle opere legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Le motivazioni alla base della Pubblicazione

SNPA denota come la realizzazione di grandi infrastrutture spesso può determina potenziali impatti su diverse matrici ambientali e forti preoccupazioni da parte delle popolazioni interessate.

Pertanto, al fine di contenere le interferenze delle infrastrutture sul territorio, rimane necessario implementare una serie di azioni che garantiscano l’attuazione delle misure mitigative e correttive identificate dall’Autorità competente – le prescrizioni o condizioni ambientali.

Inoltre, è necessario:

  • definire una serie di processi e metodi volti a verificare la corretta realizzazione dell’opera stessa;
  • individuando, altresì, delle azioni utili a controllare l’evoluzione dell’ambiente interessato.

Questo insieme coordinato di azioni, processi e metodi viene definito “Accompagnamento ambientale”.

Il contenuto delle LG

Il documento fornisce indicazioni sul quadro dei compiti e delle azioni necessarie al controllo sistematico dei lavori e della messa in opera delle misure di protezione dell’ambiente oltre che del monitoraggio ambientale[1].

L’obiettivo perseguito

Obiettivo delle LG consiste nell’evidenziare le diverse azioni e modalità operative che, sulla base delle esperienze condotte negli ultimi dieci anni, si sono dimostrate efficaci e utili per garantire un controllo dei cantieri legati alla realizzazione di grandi infrastrutture sul territorio nazionale.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui: https://www.snpambiente.it/2022/01/18/linee-guida-per-laccompagnamento-ambientale-di-grandi-opere-infrastrutturali/


[1] La L. 132/2016, istitutiva del SNPA, prevede infatti un ruolo centrale per ISPRA e le Agenzie nelle fasi di realizzazione delle “opere infrastrutturali di interesse nazionale e locale, anche attraverso la collaborazione con gli osservatori ambientali eventualmente costituiti” (art. 3 lettera l).

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Completato il primo aggiornamento del Programma nazionale di misure nell’ambito della “Strategia per l’ambiente marino”

Sul finire di Dicembre 2021 il MITE ha approvato il nuovo Programma di misure per il ciclo 2022-2027 nell’ambito della strategia per l’ambiente marino. Entro il 31 marzo 2022 l’invio del reporting alla Commissione europea.

L’approvazione delle misure in seno al MITE

Il 20 dicembre 2021 si è svolta la riunione del Comitato tecnico per la Strategia per l’ambiente marino, che ha definitivamente approvato il nuovo Programma di misure per il ciclo 2022-2027, nel pieno rispetto delle tempistiche previste dalla Direttiva 2008/56/CE “che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino”[1]. Entro il 31 marzo 2022 l’invio del reporting alla Commissione europea

Il Comitato tecnico in seno al MITE aveva sottoposto alla Consultazione pubblica[2] le misure già adottate e l’elenco delle possibili nuove misure presentate dalla DG MAC a seguito della gap analysis condotta dall’ISPRA.

Le prossime tappe

Le prossime tappe del processo per l’avvio delle nuove misure per la tutela dell’ambiente marino sono:

  • adozione  del nuovo DPCM (che andrà a sostituire quello attualmente in vigore del 10/10/2017);
  • invio, entro il 31 marzo 2022, del reporting alla Commissione europea per la prevista condivisione del nuovo programma di misure.
La roadmap della strategia

[1] La direttiva contribuisce a garantire coerenza tra le diverse politiche settoriali e le misure legislative e di pianificazione che hanno un impatto sull’ambiente marino allo scopo di salvaguardarne la biodiversità e l’utilizzo sostenibile delle sue risorse.

[2] La Consultazione pubblica è stata aperta dal 5 novembre al 4 dicembre 2021 e i commenti pervenuti sono stati analizzati dall’ISPRA, che ha formulato proposte per ogni contributo.

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Bonus idrico, a breve la messa online della piattaforma per chiedere il rimborso

Sono scaduti il 31 dicembre scorso i termini per completare gli acquisti e saldare le fatture per partecipare all’iniziativa bonus idrico del MiTe. Fino a 1000 euro per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021.

La piattaforma di accesso

In attesa della pubblicazione della Piattaforma, dove sarà possibile inserire le richieste di rimborso delle spese, al fine di rispondere alle numerose richieste di informazioni il Ministero della Transizione Ecologica ha attivato un numero verde: i cittadini interessati possono infatti contattare l’800.090.545 dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 15, per un supporto informativo ed eventuali chiarimenti relativi alle procedure di richiesta del bonus.

Nel dettaglio il bonus, finalizzato a perseguire il risparmio delle risorse idriche, è riconosciuto nel limite massimo di 1.000 euro per ciascun beneficiario per le spese effettivamente sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021.

Il bonus può essere richiesto per una sola volta, per un solo immobile, per le spese effettivamente sostenute per gli interventi di efficientamento idrico fino ad esaurimento delle risorse stanziate (20 milioni di euro).

Possono beneficiare del bonus i maggiorenni residenti in Italia, titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale,  nonché di diritti personali di godimento già registrati alla data di presentazione dell’istanza, su edifici esistenti, parti di edifici o singole unità immobiliari, per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.

Al fine di ottenere il rimborso, i beneficiari presenteranno istanza registrandosi sulla “Piattaforma bonus idrico” che sarà accessibile, previa autenticazione tramite Spid o Carta d’Identità elettronica, dal sito del Ministero della Transizione Ecologica.

I rimborsi saranno emessi secondo l’ordine temporale di arrivo delle istanze, fino ad esaurimento delle risorse e solo a seguito dei relativi controlli.

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Incentivi per le rinnovabili elettriche, i bandi 2022 del GSE

Con l’obiettivo di promuovere e accelerare la decarbonizzazione del Paese attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili il GSE ha pubblicato, sul proprio sito, il calendario delle nuove aste 2022, per mettere a disposizione degli operatori la potenza non assegnata nei bandi precedenti.

Il calendario delle aste

L’ottavo bando sarà aperto dalle ore 12 del 31 gennaio 2022 fino alla stessa ora del 2 marzo 2022. Qualora non venisse assegnata tutta la potenza a disposizione, il GSE aprirà una nuova procedura di gara il 31 maggio 2022.

I tempi di svolgimento delle sessioni e quelli di pubblicazione delle graduatorie relative ai nuovi bandi sono gli stessi stabiliti dal Decreto Fer 1, cioè 30 giorni per la chiusura del bando e 90 giorni per la pubblicazione degli esiti.  Medesimi tempi anche per l’eventuale nono bando.

I bandi per l’ottava gara saranno resi noti a seguito della pubblicazione, entro il 28 gennaio 2022, delle graduatorie della settima gara e indicheranno, per ciascun gruppo di impianti, il contingente di potenza non assegnata nella precedente Procedura.

Le procedure si svolgeranno in attesa dei nuovi Decreti di aggiornamento dei regimi di sostegno alle fonti rinnovabili, che metteranno a disposizione degli operatori nuova potenza incentivabile.

Per maggiori informazioni

Tutte informazioni relative ai bandi sono disponibili nell’apposita sezione del sito GSE, cliccando qui:

https://www.gse.it/servizi-per-te/fonti-rinnovabili/fer-elettriche/incentivi-dm-04-07-2019

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Aumentano i flussi raccolti in modo differenziato: è la volta dell’organico

Presente, ma non obbligatoria fino allo scorso: si tratta della raccolta dei rifiuti organici dalle nostre abitazioni, in merito alla quale i Comuni, facoltativamente, ne operavano la raccolta separata. Da gennaio 2022 in avanti diventa obbligatoria.

Frutto del recepimento, interessa anche i materiali bio

Con il recepimento del Circular Economy Package, avvenuto nel settembre 2020, l’Italia si dotava di una nuova modalità di raccolta dei rifiuti, aggiungendo ai flussi da raccogliere obbligatoriamente (rifiuti in carta, vetro, plastica, metallo, e laddove tecnicamente possibile, legno), anche i materiali organici.

In particolare, dal primo gennaio 2022 i Comuni italiani devono ampliare il servizio di raccolta differenziata della frazione umida, nella quale confluiscono anche le bioplastiche biodegradabili e compostabili, vale a dire i sacchetti certificati e anche gli imballaggi di frutta e verdura, piatti, bicchieri e stoviglie monouso realizzate in materiale compostabile.

Benché la misura non sia obbligatoria, come sopra detto, si tratta di un passo in avanti significativo, in termini di quantità intercettata, se si pensa che la componente organica dei rifiuti, è quella preponderante fra i flussi prodotti in ambito urbano.

I vantaggi

Numerosi sono i vantaggi attesi.

Innanzitutto, un aspetto significativo riguarda il miglioramento della salute pubblica: essendo fermentescibile, intercettare tale materiale, significa ridurre i problemi di natura igienica causati dalla loro degradazione, e, nel contempo, ridurre la quota dei rifiuti residui indifferenziati non riciclabili, che, solitamente, viene adottata per il computo dei costi di raccolta associata a ciascun Utente del servizio di igiene urbana, laddove la tariffazione è puntuale. Pertanto, ne segue che frequenza di raccolta del residuo viene ridotta, e con essa, va da sé, i costi complessivi di raccolta.

Nella frazione umida da differenziare e conferire andranno anche le bioplastiche compostabili, a cominciare dai sacchetti previsti per la raccolta stessa e grazie ai quali l’Italia viene guardata come esempio per la strategia e il successo nella raccolta di umido.

Troveranno “casa” anche le cialde del caffè realizzate in materiale compostabile ed i nuovi imballaggi, dai cui processi di valorizzazione è possibile produrre compost ed anche biometano per autotrazione.

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Intervento di Stefano Sassone ad Antenna sud

Stefano Sassone è intervenuto alla trasmissione PNRR Show, in onda su Antenna Sud Bari, fornendo le proprie valutazioni sul tema del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in merito al quale stanno per essere emanati i primi bandi per la gestione dell’enorme plafond finanziario dedicato al rilancio del nostro Paese a riguardo della green economy.

Che cos’è il PNRR

La pandemia di Covid-19 ha colpito l’economia italiana più di altri Paesi europei. Nel 2020, il prodotto interno lordo si è ridotto dell’8,9 per cento, a fronte di un calo nell’Unione Europea del 6,2. L’Italia è stata colpita prima e più duramente dalla crisi sanitaria. Le prime chiusure locali sono state disposte a febbraio 2020, e a marzo l’Italia è stata il primo Paese dell’UE a dover imporre un lockdown generalizzato.

L’Unione Europea ha risposto alla crisi pandemica con il Next Generation EU (NGEU). È un programma di portata e ambizione inedite, che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale; migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori; e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Per l’Italia il NGEU rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme. L’Italia deve modernizzare la sua pubblica amministrazione, rafforzare il suo sistema produttivo e intensificare gli sforzi nel contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze. Il NGEU può essere l’occasione per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni.

L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU), per cui è stato rilasciato il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021- 2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. L’Italia intende inoltre utilizzare appieno la propria capacità di finanziamento tramite i prestiti della RRF, che per il nostro Paese è stimata in 122,6 miliardi.

“Il PNRR è in pieno svolgimento, a breve avremo i primi risultati dello sforzo di pianificazione”

In merito “nell’ambito del Piano Nazionale Ripresa e resilienza stanno per vedere la luce i primi bandi riguardanti le missioni previste” – ha dichiarato Stefano Sassone “, ed in particolare i benefici finanziari riguardanti l’economia circolare avranno come oggetto la creazione di nuovi impianti e l’ ammodernamento esistenti, cui si aggiungeranno progetti “faro”, nell’ambito della missione M2C1 con un plafond pari a 2.1 mld euro, e strumenti di monitoraggio e prevenzione tecnologicamente avanzati a difesa del territorio e delle infrastrutture, evitando il conferimento illecito di rifiuti e gli incendi e ottimizzando la gestione delle emergenze, nell’ambito della missione M2C4 (500 mln)”

Per maggiori approfondimenti

Potete rivedere il programma (“PNRR TV Show”, Antenna Sud) , cliccando qui: https://youtu.be/-mxofBLqiO8