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Approvato il DDL “SalvaMare”

Dopo un tortuoso iter, al termine dell’esame in quarta lettura in sede redigente, presso la Commissione Ambiente del Senato è stata approvata, all’unanimità e in via definitiva, la c.d “legge SalvaMare”, recante Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare.

Le obiezioni all’atto

Si tratta di un risultato frutto di percorso molto lungo, iniziato quattro anni orsono.

Gli ostacoli sono stati molteplici, ad iniziare dall’impiego dell’aggettivo “monouso” in accompagnamento al termine “plastiche”, che doveva interessare non solo quest’ultimo materiale, ma anche quelle di origine biologica.

Inoltre, vari stakeholders hanno richiesto, sempre sul punto, una parificazione di trattamento per plastica e bioplastica, accomunate da un medesimo e chiaro destino: non posso trovare come destinazione il mare.

Il contenuto della bozza

Con la bozza di DDL, il cui testo oramai è condiviso e pertanto dovrebbe giungere, con ragionevole certezza, all’approvazione senza ulteriori modifiche ed integrazioni.

Le prescrizioni

Con esso si prevede:

• una gestione semplificata dei rifiuti accidentalmente pescati, che vengono equiparati ai rifiuti delle navi;
• la possibilità di conferire i rifiuti pescati accidentalmente presso appositi impianti portuali di raccolta;
• la qualificazione, come regime giuridico, di deposito temporaneo per quanto attiene il conferimento presso suddetti impianti.

Infine, per effettuare suddetto conferimento, non sarà necessaria iscrizione alcuna all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Le eliminazioni

Viene escluso l’obbligo di etichettatura, a partire dal 30 giugno 2022, per i prodotti tessili che rilasciano microfibre (una etichetta che avverte che ad ogni lavaggio si rilasciano microfibre che contribuiscono all’inquinamento da plastiche del mare).

Investimenti sostenibili 4.0: al via gli incentivi alla transizione digitale e alla sostenibilità ambientale

Al via gli incentivi disciplinati da Invitalia per la transizione digitale e alla sostenibilità ambientale. Disciplinati i termini per modalità e termini di presentazione delle domande.

Che cos’è

Si tratta della misura a sostegno di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili. Destinatarie le micro, piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale.

L’obiettivo è quello di favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, al fine di superare la contrazione indotta dalla crisi pandemica e orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile.

Il perimetro oggettivo

Sono incentivabili i programmi per la realizzazione di investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato e coerente al piano nazionale Transizione 4.0[1], ed in particolare hanno priorità quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità, per i quali sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito della procedura di accesso.

Riferimenti normativi

Con decreto direttoriale MISE del 12 aprile 2022 è possibile ora presentare le domande per accedere agli incentivi per la transizione digitale e alla sostenibilità ambientale

I termini per la presentazione delle Domande

Sul sito di riferimento (cliccare qui), sarà possibile:

  • dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 attraverso procedura informatica, procedere alla compilazione della domanda
  • dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 inviare le domande compilate.

La domanda potrà essere presentata dalle ore 10.00 alle ore 17.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 18 maggio 2022.

Ciascuna impresa proponente può presentare una sola domanda di agevolazione.

Condizioni per la presentazione della domanda

È necessario:

  • essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE)
  • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).
  • accedere all’Area riservata per compilare direttamente online la domanda

Maggiori informazioni

Per maggiori informazioni, si può cliccare qui:

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/investimenti-sostenibili-40/presenta-la-domanda

Inoltre, sI può consultare la Guida alla presentazione della domanda, cliccando qui:

https://invitaliacdn.azureedge.net/-/media/invitalia/documenti/rafforziamo-le-imprese/investimenti-sostenibili-40/invsost40manuale-utente-compilazione-domanda.pdf?la=it-it&hash=6EC273AF404B8C70E402B765206680E4147C534C


[1] V. allegato 1 del decreto ministeriale 10 febbraio 2022.

Fondo Centrale di Garanzia Riserva PON IC: focus sulle risorse REACT-EU

Il MISE rende operativa una delle misure introdotte in seguito all’assegnazione al Programma di fondi aggiuntivi resi disponibili dall’iniziativa europea REACT-EU. Il plafond a disposizione, complessivamente 1,8 miliardi di euro, è frutto dell’incremento delle risorse a supporto delle PMI attraverso la Riserva PON del Fondo Centrale di garanzia. In linea con REACT-EU, il PON IC rafforza con 500 milioni di euro le azioni per il sostegno all’accesso al credito delle imprese.

Il tema

La Riserva PON del Fondo Centrale di Garanzia rappresenta uno dei principali strumenti del PON Imprese e Competitività utili a rispondere agli effetti della perdurante emergenza sanitaria.

Inserita dal 2020, nell’ambito del percorso avviato dalla Direzione generale Incentivi alle Imprese del MiSE conclusosi con l’ultima riprogrammazione del PON (decisione della Commissione europea C(2021)5865 del 3 agosto 2021), tra le misure specifiche per rispondere alla crisi socioeconomica in atto, per essa è stata recentemente formalizzata l’assegnazione alla Riserva PON IC di ulteriori risorse finanziarie, a valere sulle risorse React-EU, per un importo complessivo di 500 milioni di euro[1], ed in particolare:

  • 400 milioni di euro vengono destinati alle regioni del Mezzogiorno
  • 100 milioni di euro sono indirizzati alle regioni del Centro-Nord.

Il termine per il riconoscimento del sostegno alle imprese,  attraverso le risorse React-EU, è il 31 dicembre del 2023.

Il rafforzamento dell’intervento del Fondo di garanzia, grazie alle risorse React-EU, si pone l’obiettivo di rispondere agli incrementati fabbisogni di liquidità delle imprese derivanti dalla crisi economica prodotta dall’emergenza sanitaria da Covid-19, operando in applicazione alle novità normative introdotte dal Decreto Liquidità. Tra gli altri elementi di novità, in linea con quanto definito dal Regolamento UE n. 2020/2221:

  • il sostegno attraverso le risorse React-EU prevede l’accesso alla garanzia pubblica del Fondo, a supporto dei finanziamenti concessi alle imprese, anche per le operazioni finanziarie garantite dal 1° aprile 2020;
  • per le spese relative alle operazioni ammissibili è previsto un tasso di cofinanziamento dell’Unione europea del 100%.

Per maggiori approfondimenti

Per la normativa di riferimento – Riserva Centrale Fondo di Garanzia REACT EU:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/normativa/decreti-ministeriali/2043144-decreto-ministeriale-3-dicembre-2021-incremento-della-dotazione-finanziaria-della-riserva-pon-ic-del-fondo-di-garanzia-per-le-pmi

https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-di-garanzia-per-le-pmi


[1] A partire dall’introduzione del nuovo obiettivo tematico del Programma individuato nell’Asse VI “Promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di COVID-19 e delle sue conseguenze sociali e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia”

Roma, in arrivo il Commissario per la gestione dei rifiuti

Continuano a pervenire le notizie dalla Città di Roma in tema di gestione dei rifiuti. Dopo l’annuncio della proposta, da parte del Sindaco Gualtieri, in merito alla realizzazione del Termovalorizzatore, è il turno dell’annuncio di un Commissario per la gestione dei rifiuti

La base normativa

Il commissario dovrà, giustappunto, approvare i progetti di nuovi impianti e le modifica a impianti rifiuti esistenti a Roma Capitale.

Lo prevede uno schema di Dl esaminato dal Consiglio dei ministri avvenuta una decina di giorni fà, il  2 maggio 2022, recante misure urgenti di politiche energetiche.

Tra le altre cose, si prevede una disposizione riguardante proprio la modificazione e l’integrazione della scarsa dotazione impiantistica della Città.

Chi decide della dotazione impiantistica regionale?

Nel marzo 2020 la Commissione Europea ha predisposto il nuovo Piano europeo di azione per l’economia circolare, approvando le conclusioni a Dicembre 2020.

In relazione agli obiettivi quantitativi fissati, il nostro Paese si trova in ottima posizione, per quanto attiene a produttività delle risorse ed eco-innovazione in certi ambiti;

A testimoniarlo sono:

  • l’elevato recupero come materia dei rifiuti da imballaggio (v. 73% di imballaggi avviati al riciclaggio, raggiungendo così l’obiettivo fissato sul punto al 2025);
  • la produzione di nuovi materiali sostenibili, come le bioplastiche.

Tuttavia, proprio perché c’è ancora molta strada da percorrere per rendere il sistema economico realmente circolare (v. produzione dei rifiuti urbani in Italia, che oggi è ancora pari a circa mezza tonnellata pro-capite, quantità che sale a tre tonnellate considerando la totalità dei rifiuti, compresi quelli speciali), il PNRG, ed in particolare la Missione 2, ha dedicato circa 3 miliardi di euro in progetti finalizzati a potenziare la rete della raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo, in particolare di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), plastica e tessuti, ancora carenti nel Centro-Sud, in modo da raggiungere per tempo gli ambiziosi target Ue.

Il ruolo del PRGR

Dopo aver definito la portata del livello delle informazioni nell’ambito della procedura di valutazione  ambientale strategica (VAS) cui viene sottoposto prima dell’approvazione, il nuovo Programma Nazionale Gestione dei Rifiuti (PNRG), frutto del recepimento del c.d. “Circular Economy Package” disposto dalla Comunità Europea (e recepito, nel caso in esame, con il D. Lgs. n. 116/2020), verrà posto in pubblica consultazione, al fine di ricevere le osservazioni utili alla chiusura del documento.

Le finalità del PNGR sono, tra le altre cose, quelle di:

  • costituire un documento di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione della gestione dei rifiuti (aspetto strategico): mediante la determinazione dei macro-obiettivi, consentire ad esse la definizione dei criteri e le linee strategiche per l’elaborazione dei Piani regionali di gestione dei rifiuti e colmare il gap impiantistico assai carente;
  • colmare le lacune di gestione dei rifiuti in materia di capacità degli impianti e standard qualitativi esistenti tra le diverse regioni e aree del territorio nazionale, con l’obiettivo di recuperare i ritardi, migliorando la media nazionale, per raggiungere gli obiettivi attuali e nuovi previsti dalla normativa europea e nazionale (percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti e percentuale di rifiuti in discarica, riutilizzo, recupero, ecc.). Saranno incluse azioni specifiche per affrontare la bassa raccolta dei rifiuti e scoraggiare le discariche (cfr. anche strategia nazionale sull’economia circolare).

La funzione del Commissario

Il Commissario, in tale contesto dovrebbe subentrare, nelle competenze, alla Regione in materia di rifiuti, e solamente per il Comune di Roma.

In tal senso, il Commissario di Governo dovrà:

  • autorizzare l’esercizio delle operazioni di smaltimento e recupero di rifiuti anche pericolosi.
  • Predisporre ed adottare il Piano di gestione dei rifiuti di Roma Capitale (nel rispetto dei criteri ex articolo 199. Dlgs 152 2006 e del Piano nazionale rifiuti) e del Piano bonifiche;
  • Regolamentare le attività di gestione dei rifiuti, compresa la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, anche pericolosi e approverà i progetti di nuovi impianti per la gestione di rifiuti anche pericolosi, e l’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti (salva la competenza statale in materia).

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CLP: la comunità europea vara le nuove regole per le sostanze pericolose

Con il Regolamento 2022/692/Ue, la Commissione Europea interviene sul Regolamento CLP (classification, labelling e packaging), per aggiornato le regole armonizzate per la classificazione e l’etichettatura di cinquantasette sostanze chimiche (e miscele) elencate nel medesimo. Vediamo le più significative novità.

Cosa è il regolamento CLP

Nel Regolamento 2008/1272/Ce (allegato I, parti 2-5), vengono definiti i criteri per individuare le sostanze che presentano vari tipi di pericolo (fisici, per la salute, per l’ambiente) e le sostanze con «classi supplementari» per l’incidenza sullo strato di ozono.

Qual è l’obiettivo perseguito

Duplice è l’obiettivo perseguito con l’introduzione del Regolamento 1272:

  • garantire la libera circolazione delle sostanze, delle miscele, e degli articoli che presentano pericoli per l’uomo e per l’ambiente;
  • assicurare un elevato livello della protezione per l’uomo e per l’ambiente.

Cosa sono le sostanze

Il regolamento 2008/1272/CE definisce con il termine di sostanza:

  • sia gli elementi chimici
  • sia i relativi composti (articolo 2, punto 7).

Pertanto, anche ai fini della classificazione dei rifiuti, i composti individuati dal suddetto regolamento sono a tutti gli effetti da intendersi come sostanze.

Per sostanza si intende un elemento chimico e i suoi composti, allo stato naturale od ottenuti per mezzo di un procedimento di fabbricazione, compresi gli additivi necessari a mantenerne la stabilità e le impurezze derivanti dal procedimento utilizzato, ma esclusi i solventi che possono essere separati senza compromettere la stabilità della sostanza o modificarne la composizione (articolo 2, punto 7 del regolamento CLP).

L’identificazione è effettuata considerando due aspetti:

  • la materia di origine della sostanza;
  • le fasi più rilevanti condotte durante il processo di fabbricazione.

Cosa sono le miscele

Invece, con il termine di miscela (i vecchi “preparati” ai sensi della direttiva 1999/45/CE) viene, invece, indicata (articolo 2, punto 8), “una miscela o una soluzione composta di due o più sostanze”.

In base al regolamento CLP, la differenza tra sostanza e miscela è, pertanto, rappresentata dal fatto che quest’ultima si configura come un insieme di più sostanze.

Ciascuna sostanza in quanto tale o in quanto contenuta all’interno di una miscela deve, ove ne ricorrano le condizioni, essere registrata a norma del REACH e notificata a norma del CLP, dal fabbricante o importatore della sostanza o della miscela.

Secondo le prescrizioni contenute nel Regolamento 2008/1272/Ce i prodotti (miscele, sostanze, articoli) devono essere opportunamente classificati, etichettati, ed imballati prima dell’immissione sul mercato.

Tali regole definiscono lo svolgimento di tale attività (infatti l’acronimo con il quale esso viene denominato è, non a caso, CLP, che sta per «classification, labelling, packaging»). Per il raggiungimento degli obiettivi precedentemente elencati, l’Atto contiene:

  • i criteri che devono essere applicati da ciascun Stato membro, a livello comunitario, per la classificazione delle sostanze e delle miscele;
  • le norme per identificare sostanze e miscele classificate come pericolose, nonché le modalità di imballaggio delle stesse (come rifiuti), e le caratteristiche, quanti-qualitative, delle etichette da apporre sugli stessi.

Cosa viene aggiornato

In particolare, con il Regolamento 2022/692/Ue, la Commissione Europea interviene sull’elenco delle classificazioni e delle etichettature armonizzate contenuto nel regolamento “Clp” 1272/2008 Ce allegato VI, parte 3). In particolare, vengono:

  • aggiornate le istruzioni per diciassette sostanze già presenti[1];
  • incluse 39 nuove sostanze[2];

Entrata in vigore

Le nuove regole entrano in vigore il 23 maggio 2022 e a partire da tale possono essere applicate, su base volontaria, dagli operatori del settore: al fine di concedere un adeguato termine ai fornitori per conformarsi alle novità introdotte, il via all’applicazione obbligatoria è infatti prevista per il 23 novembre 2023.


[1] Viene altresì eliminata dalla lista una sostanza (diisocianato di 1,5-naftilene).

[2] V. bromuro di ammonio, tellurio, propilbenzene, ecc… .

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Certificati bianchi, pubblicata la nuova guida operativa

È online la Guida Operativa dei Certificati Bianchi approvata dal MiTE con il Decreto direttoriale del 3 maggio 2022. Il documento, previsto anche dal Decreto 11 gennaio 2017, modifica e integra, la precedente versione pubblicata il 30 aprile 2019.

Obiettivo

La Guida, redatta dal GSE in collaborazione con ENEA e RSE, fornisce informazioni utili per la predisposizione e la presentazione delle richieste di accesso agli incentivi, oltre a indicazioni sulle potenzialità di risparmio energetico derivanti dall’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili nei diversi settori produttivi.

Struttura

Il documento è suddiviso in cinque parti – Allegati:

  • Allegato 1. Chiarimenti operativi per la presentazione dei progetti: fornisce chiarimenti e supporto operativo per la presentazione dei progetti di efficienza energetica ai fini dell’accesso al meccanismo dei Certificati Bianchi;
  • Allegato 2. Guide Settoriali: è composta da undici distinti allegati, relativi a settori produttivi e tecnologie, che forniscono indicazioni per individuare gli interventi di efficienza energetica realizzabili in ciascun settore e riconducibili alle tipologie di intervento specificate nella Tabella 1 dell’Allegato 2 del Decreto, i consumi di baseline (ovvero i valori di consumo di riferimento in caso di nuovi impianti, edifici o siti), le variabili che influenzano il consumo energetico del progetto da realizzare e le modalità di calcolo dei risparmi di energia primaria addizionali generabili dal progetto;
  • Allegato 3. Interventi non ammissibili: fornisce un elenco non esaustivo degli interventi di efficienza energetica che non rispettano i requisiti previsti dal Decreto;
  • Allegato 4. Chiarimenti su interventi della Tabella 1: non presente tra gli Allegati alla Guida 2019, fornisce i chiarimenti rispetto ai progetti indicati nella Tabella 1 dell’Allegato 2 del Decreto riguardanti la descrizione dell’intervento e l’indicazione del settore di applicazione, l’identificazione e la descrizione delle migliori tecnologie disponibili con indicazione delle potenzialità di risparmio in termini economici ed energetici, chiarimenti in merito al programma di misura, alle variabili operative, al consumo di baseline e all’algoritmo di calcolo dei risparmi di energia primaria generabili dal progetto;
  • Allegato 5. Schede di progetto a consuntivo, non presente tra gli Allegati alla Guida 2019, predispone, per gli interventi per i quali è possibile individuare degli algoritmi di calcolo dei risparmi energetici addizionali, le schede di progetto a consuntivo secondo quanto previsto dal D.M. 11 gennaio 2017.

Il Decreto direttoriale del 3 maggio 2022 ha inoltre aggiornato la Tabella 1 dell’Allegato 2 del Decreto che riporta l’elenco, non esaustivo, delle tipologie di intervento ammissibili al meccanismo dei Certificati Bianchi.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui:

https://www.gse.it/servizi-per-te/efficienza-energetica/certificati-bianchi/documenti

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