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Pubblicati gli indicatori ambientali

ISPRA ha disposto in rete la nuova versione della Banca dati indicatori ambientali. Con numerose grandezze, l’Istituto ambisce a mostrare lo stato di salute dell’ambiente in Italia.

DI cosa si tratta

La banca dati viene organizzata in 38 Temi ambientali.

In corrispondenza, l’istituto individua oltre 300 indicatori che costituiscono il core set ISPRA, la Banca dati raccoglie dati statistici e informazioni sullo stato dell’ambiente in Italia.

A cosa punta la banca dati

ISPRA sottolinea come sia importante continuare ad acquisire ed elaborare informazioni statistiche di dettaglio caratterizzate da un’elevata solidità scientifica, da diffondere in modalità dinamica e tempestiva.

In un’ottica di miglioramento e di sviluppo, per far fronte a sfide ambientali sempre più pressanti e per soddisfare le nuove esigenze conoscitive, anche di scenari futuri, è

La natura degli indicatori

Gli indicatori, classificati nei Temi ambientali, sono strutturati in schede contenenti informazioni di tipo descrittivo (metadati) quali, ad esempio, gli obiettivi da raggiungere, la valutazione dello stato, il trend e dati rappresentati con grafici, tabelle e mappe. Le principali novità riguardano l’organizzazione dei contenuti, le modalità di navigazione e la Dashboard. 

In particolare, attraverso il Catalogo aggregazioni, è possibile consultare gli indicatori aggregati con modalità diverse, in funzione delle esigenze informative provenienti dai principali framework e core set nazionali e internazionali.

Inoltre, essi:

  • non solo forniscono una fotografia dello stato dell’ambiente in Italia, fino ad oggi restituita nitidamente dall’Annuario dei dati ambientali;
  • ma segnano un ulteriore passaggio evolutivo grazie alla loro peculiarità nel supportare l’efficacia e la qualità dell’azione pubblica e per rispondere sia a precisi obblighi normativi sia alle richieste provenienti da organismi nazionali e internazionali.

Per maggiori informazioni

https://indicatoriambientali.isprambiente.it/

MASE: pubblicato il decreto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

È stato pubblicato, sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il decreto che stimola la nascita e lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili e dell’autoconsumo diffuso in Italia.

L’entrata in vigore

Il Decreto è entrato in vigore lo scoro 24 gennaio, dopo la registrazione della Corte dei Conti e, in precedenza, l’approvazione della Commissione europea.

Le  CER

Si tratta di un insieme di cittadini, piccole e medie imprese, enti territoriali e autorità locali, incluse le amministrazioni comunali, le cooperative, gli enti di ricerca, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale, che condividono l’energia elettrica rinnovabile prodotta da impianti nella disponibilità di uno o più soggetti associatisi alla comunità. 

In una CER l’energia elettrica rinnovabile può esser condivisa tra i diversi soggetti produttori e consumatori, localizzati all’interno di un medesimo perimetro geografico, grazie all’impiego della rete nazionale di distribuzione di energia elettrica, che rende possibile la condivisione virtuale di tale energia.

L’obiettivo

L’obiettivo principale di una CER è quello di fornire benefici ambientali, economici e sociali ai propri membri o soci e alle aree locali in cui opera, attraverso l’autoconsumo di energia rinnovabile.

Le regole operative del Decreto

Il DM prevede che, entro i successivi trenta giorni, saranno approvate dal MASE, previa verifica da parte dell’ARERA e su proposta del Gestore dei Servizi Energetici. Queste dovranno disciplinare:

  • modalità;
  • tempistiche,

di riconoscimento degli incentivi.

Il testo individua due strade per promuovere lo sviluppo nel Paese delle CER:

  • un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti che supporterà lo sviluppo di due gigawatt complessivi;
  • una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale.

I due benefici sono tra loro cumulabili.

Attraverso il provvedimento sarà dunque favorito lo sviluppo di cinque gigawatt complessivi di impianti di produzione di energia rinnovabile.

Il ruolo del GSE

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) viene qualificato come soggetto gestore della misura.

Mediante opportuni portali, potrà essere presentare le richieste, entro 45 giorni dall’approvazione delle regole.

Il GSE, inoltre:

  • renderà disponibili sul proprio sito istituzionale (www.gse.it) documenti e guide informative;
  • canali di supporto dedicati, per accompagnare gli utenti nella costituzione delle CER;
  • lancerà una campagna informativa per rendere consapevoli i consumatori dei benefici legati al nuovo meccanismo, in raccordo con il MASE.

A proposito dell’ultimo punto, il primo “step” è già online e consiste in alcune “FAQ” per iniziare ad orientare cittadini, piccole e medie imprese, enti, cooperative e tutti gli altri destinatari del provvedimento.

Sarà presto online sul sito del GSE anche un simulatore per la valutazione energetica ed economica delle iniziative, mentre è già disponibile la mappa interattiva delle cabine primarie su territorio nazionale.

Le dichiarazioni

“Comunità Energetiche Rinnovabili e autoconsumo diffuso – afferma il Ministro Gilberto Pichetto – sono due ingranaggi centrali della transizione energetica del Paese: oggi siamo dunque ancor più vicini a questo atteso obiettivo, che potrà veramente dare una svolta per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia, rafforzandone la sicurezza energetica e avvicinandoci agli obiettivi climatici”.

Per maggiori informazioni

https://www.mase.gov.it/sites/default/files/Decreto%20CER.pdf

https://www.mase.gov.it/sites/default/files/Le%20Comunita%CC%80%20Energetiche%20Rinnovabili%20-%20FAQ_1.pdf

Pubblicato da ISPRA il rapporto sui danni ambientali per il ‘23

Rilasciata dall’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), una nuova edizione del rapporto sui danni ambientali.

Cosa contiene il rapporto

Premesso che le statistiche descrittive elaborate dall’Istituto fanno riferimento al biennio 21-22, dal rapporto attuale emerge, con grande evidenza, uno scenario caratterizzato da un forte dinamismo sia sul piano tecnico/scientifico, sia sul piano gestionale: negli ultimi 6/7 anni si è assistito, infatti, ad “un inedito sviluppo delle procedure, degli assetti organizzativi e delle metodologie nel cui ambito si svolge l’attività istruttoria di valutazione”.

Tale sviluppo[1] ha concorso a portare in una nuova dimensione gli input e gli output dell’attività di valutazione in questo complesso settore:

  • Sul piano degli input si è progressivamente rafforzato e perfezionato, anche grazie all’azione svolta per la diffusione della conoscenza della materia, il sistema di attivazioni dello Stato in via amministrativa da parte di soggetti pubblici e privati, come enti territoriali, associazioni e cittadini.
  • Sul piano degli output si è specularmente rafforzata, anche grazie alla capacità dimostrata dal SNPA di realizzare istruttorie complesse in tempi idonei, la propensione dello Stato a gestire l’azione di danno ambientale in sede di procedura amministrativa, sede che, per definizione, mette in gioco in modo diretto le scelte e le responsabilità dell’amministrazione.

Si è allo stesso tempo costruito, sempre sul piano degli output, un sistema di “controllo ambientale” sul territorio, atteso che l’eccezionale numero di istruttorie SNPA (quasi un centinaio ogni anno) permette di evidenziare situazioni di criticità ambientale che, anche quando non integrano i requisiti del danno o della minaccia, sono oggi motivo di segnalazione da parte del Ministero agli enti territoriali competenti ai fini di una idonea risoluzione.

Le possibili casistiche di danno ambientale individuate

Nell’ambito del Rapporto, ISPRA individua due tipologie specifiche:

  • Per i casi di “tipologia A”, con una situazione di sospetto di danno, la procedura prevede un primo inquadramento del caso dal punto di vista giuridico e territoriale da parte di ISPRA e la successiva raccolta di dati e informazioni da parte dell’Agenzia competente, a cui spetta anche la formulazione della proposta di valutazione in merito alla sussistenza di danni ambientali;
  • Per i casi di “tipologia B”, invece, per i quali il danno o la minaccia sono già stati evidenziati e il supporto tecnico interessa la corretta individuazione delle misure di prevenzione o riparazione, la procedura prevede una istruttoria di approfondimento che, attraverso l’interlocuzione con l’Agenzia e, in alcuni casi, con gli enti regionali e locali, pervenga ad una conclusione condivisa.

Per maggiori informazioni

Consultare la pubblicazione a: https://www.isprambiente.gov.it/files2024/pubblicazioni/rapporti/rapporto-danno-2023.pdf

Consultare la pagina dedicata sul sito di ISPRA: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/il-danno-ambientale-in-italia-attivita-del-snpa-e-quadro-delle-azioni-2021-2022-ed-2023 


[1] Legato, secondo l’Istituto, principalmente a: istituzione delle Reti SNPA del danno ambientale, adozione delle procedure SNPA per le istruttorie tecniche, elaborazione della Linea Guida SNPA sui metodi di accertamento del danno ambientale e azione di formazione e divulgazione al pubblico.

Innovation Fund: 23 gennaio 2024, info-day sui bandi per decarbonizzazione e idrogeno rinnovabile

Con un seminario presso Confindustria, il prossimo 23 Gennaio, Roma, il MASE illustrerà, con una giornata di aggiornamento, i bandi lanciati nell’ambito dell’Innovation Fund.

Il seminario

Si svolge il prossimo 23 gennaio, a Roma presso l’auditorium Pininfarina di Confindustria (Viale dell’Astronomia,30) una giornata di aggiornamento e approfondimento sui bandi lanciati nell’ambito dell’Innovation Fund che mettono a disposizione circa 5 miliardi di euro, derivanti dai proventi del sistema EU-ETS, per interventi di decarbonizzazione dei sistemi produttivi e per il sostegno alla produzione dell’idrogeno rinnovabile.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con ENEA e Confindustria, organizza questo appuntamento per presentare lo strumento di finanziamento e promuovere la partecipazione delle imprese italiane ai bandi: saranno nell’occasione fornite informazioni e strumenti utili per la definizione delle proposte progettuali, oltre che per il “networking” tra i partecipanti. Attraverso “dialoghi di orientamento” organizzati ad hoc, sarà offerta l’opportunità ai partecipanti di incontrare gli esperti di CINEA e DG CLIMA, per un confronto sugli schemi progettuali e per i chiarimenti sul testo dei bandi.

Programma

Inizio evento23-01-2024 09:30
Termine evento23-01-2024 16:00
Riferimenti organizzativiReferenti tecnico-scientifici: Daniele Villoresi, National Contact Point Innovation Fund, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Viviana Cigolotti, ENEA Referente organizzativo: Eventi ENEA
LuogoSala A – Confindustria, Roma

Per la registrazione

Gratuitamente potete collegarvi qui:

https://forms.microsoft.com/pages/responsepage.aspx?id=phgU8LwI_Ue0QGzXAYPRM4nFBzcg9gZMkYXe8sXhh-NUMlNLOVZHNEZUTTBGRE5GQjQ1SjNIVlUxSC4u
https://forms.microsoft.com/pages/responsepage.aspx?id=phgU8LwI_Ue0QGzXAYPRM4nFBzcg9gZMkYXe8sXhh-NUMlNLOVZHNEZUTTBGRE5GQjQ1SjNIVlUxSC4u