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MITE: aggiornata la modulistica statale per il Proponente

Con il DL n. 77 del 31 Maggio 2021, convertito nella L. n. 108 del 29 Luglio successivo, si erano manifestate significative riduzioni delle tempistiche legate alla procedura amministrativa di Valutazione di impatto Ambientale (VIA) e Provvedimento Unico Autorizzatorio Ambientale (PAUR). A seguito degli atti, il MITE aggiorna, conseguentemente, la relativa modulistica, da compilare a cura del Proponente.

Il contenuto del DL 77/2021

Dopo l’intervento operato dal Governo nel 2020, per accorciare i tempi del rilascio dei titoli abilitativi relativi alla realizzazione dei progetti suscettibili di impatto ambientale, tali da giustificare l’istruzione di apposito procedimento amministrativo (a livello statale oppure regionale, a seconda della portata che lo stesso presenta, ovvero l’inclusione nei progetti di cui agli allegati alla Parte II del TUA, D.Lgs. n. 152/2006), l’Esecutivo interviene nuovamente sul tema, con il DL n. 77 del 31 Maggio 2021 (convertito nella L. n. 108 del successivo 29 Luglio), con il quale pone nuovamente mani alle prescrizioni di cui alla Parte II del TUA, che, appunto, disciplinano le procedure di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), VAS (Valutazione Ambientale Strategica), e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), nonché del PUA (Provvedimento Unico Autorizzatorio) e PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale). In particolare, l’azione si concentrata su VIA, VAS, PUA e PAUR.

La modulistica per la VIA statale

Il Ministero per la Transizione Ecologica (MITE), pertanto, ha provveduto ad aggiornare la modulistica per la c.d. “verifica di assoggettabilità” (o “screening”) VIA e per la VIA di compentenza statale (ovvero dello stesso MITE), dopo che il suddetto DL 77 e la sua conversione in legge hanno introdotto ulteriori meccanismi di semplificazione ed accelerazione delle procedure.

Il MITE è intervenuto oltre che su tale documentazione, anche sulle modalità tecniche per la trasmissione della documentazione in formato elettronico per le procedure di Via (e screening) e di Vas.

Le novità

Si segnala che, tra i moduli introdotti, vi è anche la “Lista di controllo” relativa all’istanza, che il Proponente il progetto dovrà allegare, con un duplice obiettivo:

  1. consentire al proponente stesso l’individuazione dei titoli abilitativi necessari ad ultimare, con successo, la procedura amministrativa (non è una novità assoluta);
  2. consentire alle autorità competenti al rilascio dello stesso una velocizzazione delle attività di controllo, a riguardo di quanto pervenuto, ovvero della completezza della documentazione trasmessa, per valutare la bontà dell’istanza, ed il correlato processo di analisi, sotto il profilo sostanziale, che avverrà successivamente mediante la commissione tecnica competente in seno al MITE (a seconda del progetto, può consistere, caso generale, nella Commissione VIA-VAS, oppure, caso particolare se il progetto afferisce al bacino dei Progetti interessati dal PNRR e dal PNIEC, nella Commissione PNIEC-PNRR.
MiTE: aggiunte ulteriori competenze al nuovo Dicastero

Come ricorderete, il Governo Draghi ha varato, nel mese di Febbraio 2021, il nuovo ministero della Transizione ecologica, che assume le competenze del Ministero dell’Ambiente, e aggiunge anche alcuni funzioni chiave per la transizione ecologica, principalmente nel settore dell’energia. Con la Conversione in Legge del c.d. “Decreto Ministeri” (il DL n . 22/2021), viene ulteriormente ampliato il quadro delle competenze.

Le competenze ex DL n. 22/2021

Le competenze assegnate al “nuovo” Dicastero erano già significative con l’atto emanato a febbraio: oltre ad assorbire tutte le competenze dell’ex Ministero dell’Ambiente, sotto l’egida della transizione ecologica, sono state incluse talune competenze ritenute chiave nel processo della transizione ecologica, riguardanti principalmente il settore dell’energia (è previsto, in prospettiva, il passaggio nella nuova struttura di alcune Direzioni del Ministero dello Sviluppo economico).

Confermato il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE)

Viene confermata l’istituzione del CITE, avente il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica e la relativa programmazione[1].  Inoltre, viene confermato che il Mite si andrà ad occupare di:

  • obiettivi e linee della politica energetica e mineraria nazionale;
  • pianificazione delle politiche in materia di economia circolare.

Ad esso spetterà il compito di approvare:

  • il Piano per la transizione ecologica per il coordinamento delle politiche in materia tra le quali ci saranno bioeconomia circolare e fiscalità ambientale, compresi i sussidi ambientali e la finanza climatica e sostenibile.
  • l’approvazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (prima affidata al Cipe).

Le novità: autorizzazioni statali degli impianti di energia

Con la conversione in Legge, al Ministero vengono ora attribuite:

  • le competenze su tutte le autorizzazioni statali degli impianti di energia, comprese le rinnovabili (anche off shore);
  • la gestione della riconversione, dismissione e chiusura mineraria delle infrastrutture di coltivazione di idrocarburi ubicate nella terraferma e in mare e ripristino in sicurezza dei siti.

Il report annuale

Con la conversione in Legge, sorge in capo al Dicastero, il compito di redigere, annualmente, entro il 15 luglio, una relazione alle Camere e allo stesso Comitato, riguardante gli esiti dell’aggiornamento del Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi con proposte di riduzione.

[1] Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, o, in sua vece, dal ministro della Transizione ecologica, ed è composto dal ministro per il Sud e la coesione territoriale, dai ministri della Transizione ecologica, dell’Economia e delle finanze, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, della Cultura e delle Politiche agricole, alimentari e forestali.