Legge di delegazione europea: delega per la Direttiva SUP

Con l’approvazione, da parte della Camera dei Deputati del Ddl “Legge di delegazione europea 2019-2020”, avvenuta lo scorso 31 Marzo, viene prevista la delega, tra le altre, per il recepimento della direttiva sulla plastica monouso (SUP). Attesa adesso l’approvazione da parte del Senato.

Le Direttive da recepire

Con la Legge verrà fornita la delega al Governo per avviare il recepimento di quasi 40 direttive europee, tra cui viene compresa anche quella per il recepimento della Direttiva 2019/904/Ue, relativa alla riduzione della plastica.

La plastica oggi: principali sfide

Prima di dare un’occhiata al contenuto, ovvero alle prescrizioni da recepire contenute nella Direttiva SUP, è opportuno fornire un quadro d’insieme sulle principali criticità che il materiale plastico pone oggi al sistema economico comunitario, ed in particolare in merito alla costruzione di un modello economico circolare.

Innanzitutto, alcuni dati a testimoniare l’aumentato impegno della plastica nell’attività manifatturiera.

Secondo i dati dell’anno 2018, ovvero il momento in cui la Comunità ha rilasciato la c.d. “Strategia europea della plastica”, il livello di produzione dei manufatti così costituiti, è pari a 322 milioni di tonnellate nel 2015, e nei prossimi 20 anni dovrebbe raddoppiare.

Nella Comunità il settore della plastica dà lavoro a 1,5 milioni di persone e nel 2015 ha generato un giro d’affari di 340 miliardi di euro.

Si rileva come, anche se la produzione di plastica nell’UE è stata stabile negli ultimi anni, la quota dell’UE nel mercato mondiale si sta riducendo con l’aumentare della produzione in altre parti del mondo.

Altro aspetto significativo viene costituito dal potenziale di riciclaggio dei rifiuti di plastica, il quale ancora in larga misura non sfruttato.

Il riutilizzo e il riciclaggio della plastica a fine vita sono molto bassi, soprattutto rispetto ad altri materiali come la carta, il vetro e il metallo (ogni anno vengono generati in Europa circa 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica di cui meno del 30% sono raccolti a fini di riciclaggio).

All’epoca della strategia, la domanda di materiale plastico per i prodotti finiti viene rappresentata ordinatamente dal 39,9% dal settore imballaggi, dal 19,7% per il settore edilizia, e da ultimo per il 8,9% dall’Edilizia.

A riguardo invece dei rifiuti in plastica, il 59% sono rappresentati da rifiuti di imballaggi, l’8% dai RAEE, il 5% dal settore automotive, il 5% da rifiuti inerti, e, da ultimo, per un 4% darifiuti domestici diversi da imballaggi 4%.

La Direttiva SUP: perchè limitare l’utilizzo dei piccoli oggetti in plastica (SUP)?

La Direttiva SUP è stata realizzata, fondamentalmente, per prevenire l’inquinamento da rifiuti di plastica, il quale sorge per il crescente utilizzo della plastica per un’ampia gamma di applicazioni di breve durata, il quale dà luogo a grandi quantità di rifiuti (si tratta di un materiale molto diffuso e considerato il nesso con le tendenze sociali e i comportamenti individuali).

Non esistono incentivi chiari per produttori e consumatori a passare a soluzioni in grado di generare meno rifiuti o di ridurne l’abbandono nell’ambiente.

Perché, in particolare, i SUP (single use plastics) creano molti problemi all’ambiente? Per due motivi:

  • è difficile il loro riciclaggio;
  • vengono utilizzati lontano da casa e gettati nell’ambiente.

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