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Fondo Centrale di Garanzia Riserva PON IC: focus sulle risorse REACT-EU

Il MISE rende operativa una delle misure introdotte in seguito all’assegnazione al Programma di fondi aggiuntivi resi disponibili dall’iniziativa europea REACT-EU. Il plafond a disposizione, complessivamente 1,8 miliardi di euro, è frutto dell’incremento delle risorse a supporto delle PMI attraverso la Riserva PON del Fondo Centrale di garanzia. In linea con REACT-EU, il PON IC rafforza con 500 milioni di euro le azioni per il sostegno all’accesso al credito delle imprese.

Il tema

La Riserva PON del Fondo Centrale di Garanzia rappresenta uno dei principali strumenti del PON Imprese e Competitività utili a rispondere agli effetti della perdurante emergenza sanitaria.

Inserita dal 2020, nell’ambito del percorso avviato dalla Direzione generale Incentivi alle Imprese del MiSE conclusosi con l’ultima riprogrammazione del PON (decisione della Commissione europea C(2021)5865 del 3 agosto 2021), tra le misure specifiche per rispondere alla crisi socioeconomica in atto, per essa è stata recentemente formalizzata l’assegnazione alla Riserva PON IC di ulteriori risorse finanziarie, a valere sulle risorse React-EU, per un importo complessivo di 500 milioni di euro[1], ed in particolare:

  • 400 milioni di euro vengono destinati alle regioni del Mezzogiorno
  • 100 milioni di euro sono indirizzati alle regioni del Centro-Nord.

Il termine per il riconoscimento del sostegno alle imprese,  attraverso le risorse React-EU, è il 31 dicembre del 2023.

Il rafforzamento dell’intervento del Fondo di garanzia, grazie alle risorse React-EU, si pone l’obiettivo di rispondere agli incrementati fabbisogni di liquidità delle imprese derivanti dalla crisi economica prodotta dall’emergenza sanitaria da Covid-19, operando in applicazione alle novità normative introdotte dal Decreto Liquidità. Tra gli altri elementi di novità, in linea con quanto definito dal Regolamento UE n. 2020/2221:

  • il sostegno attraverso le risorse React-EU prevede l’accesso alla garanzia pubblica del Fondo, a supporto dei finanziamenti concessi alle imprese, anche per le operazioni finanziarie garantite dal 1° aprile 2020;
  • per le spese relative alle operazioni ammissibili è previsto un tasso di cofinanziamento dell’Unione europea del 100%.

Per maggiori approfondimenti

Per la normativa di riferimento – Riserva Centrale Fondo di Garanzia REACT EU:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/normativa/decreti-ministeriali/2043144-decreto-ministeriale-3-dicembre-2021-incremento-della-dotazione-finanziaria-della-riserva-pon-ic-del-fondo-di-garanzia-per-le-pmi

https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-di-garanzia-per-le-pmi


[1] A partire dall’introduzione del nuovo obiettivo tematico del Programma individuato nell’Asse VI “Promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di COVID-19 e delle sue conseguenze sociali e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia”

Roma, in arrivo il Commissario per la gestione dei rifiuti

Continuano a pervenire le notizie dalla Città di Roma in tema di gestione dei rifiuti. Dopo l’annuncio della proposta, da parte del Sindaco Gualtieri, in merito alla realizzazione del Termovalorizzatore, è il turno dell’annuncio di un Commissario per la gestione dei rifiuti

La base normativa

Il commissario dovrà, giustappunto, approvare i progetti di nuovi impianti e le modifica a impianti rifiuti esistenti a Roma Capitale.

Lo prevede uno schema di Dl esaminato dal Consiglio dei ministri avvenuta una decina di giorni fà, il  2 maggio 2022, recante misure urgenti di politiche energetiche.

Tra le altre cose, si prevede una disposizione riguardante proprio la modificazione e l’integrazione della scarsa dotazione impiantistica della Città.

Chi decide della dotazione impiantistica regionale?

Nel marzo 2020 la Commissione Europea ha predisposto il nuovo Piano europeo di azione per l’economia circolare, approvando le conclusioni a Dicembre 2020.

In relazione agli obiettivi quantitativi fissati, il nostro Paese si trova in ottima posizione, per quanto attiene a produttività delle risorse ed eco-innovazione in certi ambiti;

A testimoniarlo sono:

  • l’elevato recupero come materia dei rifiuti da imballaggio (v. 73% di imballaggi avviati al riciclaggio, raggiungendo così l’obiettivo fissato sul punto al 2025);
  • la produzione di nuovi materiali sostenibili, come le bioplastiche.

Tuttavia, proprio perché c’è ancora molta strada da percorrere per rendere il sistema economico realmente circolare (v. produzione dei rifiuti urbani in Italia, che oggi è ancora pari a circa mezza tonnellata pro-capite, quantità che sale a tre tonnellate considerando la totalità dei rifiuti, compresi quelli speciali), il PNRG, ed in particolare la Missione 2, ha dedicato circa 3 miliardi di euro in progetti finalizzati a potenziare la rete della raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo, in particolare di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), plastica e tessuti, ancora carenti nel Centro-Sud, in modo da raggiungere per tempo gli ambiziosi target Ue.

Il ruolo del PRGR

Dopo aver definito la portata del livello delle informazioni nell’ambito della procedura di valutazione  ambientale strategica (VAS) cui viene sottoposto prima dell’approvazione, il nuovo Programma Nazionale Gestione dei Rifiuti (PNRG), frutto del recepimento del c.d. “Circular Economy Package” disposto dalla Comunità Europea (e recepito, nel caso in esame, con il D. Lgs. n. 116/2020), verrà posto in pubblica consultazione, al fine di ricevere le osservazioni utili alla chiusura del documento.

Le finalità del PNGR sono, tra le altre cose, quelle di:

  • costituire un documento di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione della gestione dei rifiuti (aspetto strategico): mediante la determinazione dei macro-obiettivi, consentire ad esse la definizione dei criteri e le linee strategiche per l’elaborazione dei Piani regionali di gestione dei rifiuti e colmare il gap impiantistico assai carente;
  • colmare le lacune di gestione dei rifiuti in materia di capacità degli impianti e standard qualitativi esistenti tra le diverse regioni e aree del territorio nazionale, con l’obiettivo di recuperare i ritardi, migliorando la media nazionale, per raggiungere gli obiettivi attuali e nuovi previsti dalla normativa europea e nazionale (percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti e percentuale di rifiuti in discarica, riutilizzo, recupero, ecc.). Saranno incluse azioni specifiche per affrontare la bassa raccolta dei rifiuti e scoraggiare le discariche (cfr. anche strategia nazionale sull’economia circolare).

La funzione del Commissario

Il Commissario, in tale contesto dovrebbe subentrare, nelle competenze, alla Regione in materia di rifiuti, e solamente per il Comune di Roma.

In tal senso, il Commissario di Governo dovrà:

  • autorizzare l’esercizio delle operazioni di smaltimento e recupero di rifiuti anche pericolosi.
  • Predisporre ed adottare il Piano di gestione dei rifiuti di Roma Capitale (nel rispetto dei criteri ex articolo 199. Dlgs 152 2006 e del Piano nazionale rifiuti) e del Piano bonifiche;
  • Regolamentare le attività di gestione dei rifiuti, compresa la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, anche pericolosi e approverà i progetti di nuovi impianti per la gestione di rifiuti anche pericolosi, e l’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti (salva la competenza statale in materia).

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CLP: la comunità europea vara le nuove regole per le sostanze pericolose

Con il Regolamento 2022/692/Ue, la Commissione Europea interviene sul Regolamento CLP (classification, labelling e packaging), per aggiornato le regole armonizzate per la classificazione e l’etichettatura di cinquantasette sostanze chimiche (e miscele) elencate nel medesimo. Vediamo le più significative novità.

Cosa è il regolamento CLP

Nel Regolamento 2008/1272/Ce (allegato I, parti 2-5), vengono definiti i criteri per individuare le sostanze che presentano vari tipi di pericolo (fisici, per la salute, per l’ambiente) e le sostanze con «classi supplementari» per l’incidenza sullo strato di ozono.

Qual è l’obiettivo perseguito

Duplice è l’obiettivo perseguito con l’introduzione del Regolamento 1272:

  • garantire la libera circolazione delle sostanze, delle miscele, e degli articoli che presentano pericoli per l’uomo e per l’ambiente;
  • assicurare un elevato livello della protezione per l’uomo e per l’ambiente.

Cosa sono le sostanze

Il regolamento 2008/1272/CE definisce con il termine di sostanza:

  • sia gli elementi chimici
  • sia i relativi composti (articolo 2, punto 7).

Pertanto, anche ai fini della classificazione dei rifiuti, i composti individuati dal suddetto regolamento sono a tutti gli effetti da intendersi come sostanze.

Per sostanza si intende un elemento chimico e i suoi composti, allo stato naturale od ottenuti per mezzo di un procedimento di fabbricazione, compresi gli additivi necessari a mantenerne la stabilità e le impurezze derivanti dal procedimento utilizzato, ma esclusi i solventi che possono essere separati senza compromettere la stabilità della sostanza o modificarne la composizione (articolo 2, punto 7 del regolamento CLP).

L’identificazione è effettuata considerando due aspetti:

  • la materia di origine della sostanza;
  • le fasi più rilevanti condotte durante il processo di fabbricazione.

Cosa sono le miscele

Invece, con il termine di miscela (i vecchi “preparati” ai sensi della direttiva 1999/45/CE) viene, invece, indicata (articolo 2, punto 8), “una miscela o una soluzione composta di due o più sostanze”.

In base al regolamento CLP, la differenza tra sostanza e miscela è, pertanto, rappresentata dal fatto che quest’ultima si configura come un insieme di più sostanze.

Ciascuna sostanza in quanto tale o in quanto contenuta all’interno di una miscela deve, ove ne ricorrano le condizioni, essere registrata a norma del REACH e notificata a norma del CLP, dal fabbricante o importatore della sostanza o della miscela.

Secondo le prescrizioni contenute nel Regolamento 2008/1272/Ce i prodotti (miscele, sostanze, articoli) devono essere opportunamente classificati, etichettati, ed imballati prima dell’immissione sul mercato.

Tali regole definiscono lo svolgimento di tale attività (infatti l’acronimo con il quale esso viene denominato è, non a caso, CLP, che sta per «classification, labelling, packaging»). Per il raggiungimento degli obiettivi precedentemente elencati, l’Atto contiene:

  • i criteri che devono essere applicati da ciascun Stato membro, a livello comunitario, per la classificazione delle sostanze e delle miscele;
  • le norme per identificare sostanze e miscele classificate come pericolose, nonché le modalità di imballaggio delle stesse (come rifiuti), e le caratteristiche, quanti-qualitative, delle etichette da apporre sugli stessi.

Cosa viene aggiornato

In particolare, con il Regolamento 2022/692/Ue, la Commissione Europea interviene sull’elenco delle classificazioni e delle etichettature armonizzate contenuto nel regolamento “Clp” 1272/2008 Ce allegato VI, parte 3). In particolare, vengono:

  • aggiornate le istruzioni per diciassette sostanze già presenti[1];
  • incluse 39 nuove sostanze[2];

Entrata in vigore

Le nuove regole entrano in vigore il 23 maggio 2022 e a partire da tale possono essere applicate, su base volontaria, dagli operatori del settore: al fine di concedere un adeguato termine ai fornitori per conformarsi alle novità introdotte, il via all’applicazione obbligatoria è infatti prevista per il 23 novembre 2023.


[1] Viene altresì eliminata dalla lista una sostanza (diisocianato di 1,5-naftilene).

[2] V. bromuro di ammonio, tellurio, propilbenzene, ecc… .

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Bottiglie in PET: varata prassi UNI sulle prestazioni ambientali delle bevande confezionate

Nata con l’obiettivo di comunicare la sostenibilità ambientale di bevande e bottiglie, la Prassi di Riferimento UNI/PdR 126:2022 messa punto da UNI e Confindustria Venezia  nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori alla scelta di prodotti ecocompatibili e al riciclo.

L’obiettivo della prassi

Sensibilizzare i consumatori al recupero del PET, materiale riciclabile al 100%. E’ questo l’obiettivo della nuova prassi, sviluppata da UNI con Confindustria Venezia[1].

Il contenuto del documento

Il documento definisce un metodo per la misurazione delle prestazioni ambientali delle bevande confezionate in bottiglie di PET[2].

Perché sviluppare tale prassi

La prassi è stata sviluppata in quanto il tema della sostenibilità, come lecito attendersi, rimane di grande rilevanza. A riprova, alcune significative evidenze empiriche:

  • circa l’80% dei consumatori, secondo una recente indagine di Capgemini Institute, afferma di sentirsi meglio se acquista un prodotto ecocompatibile. Il mercato internazionale ha trovato una risposta a tale esigenza attraverso le etichettature ambientali che spesso, tuttavia, applicano metodi di misurazione disomogenei;
  • la plastica utilizzata per l’imbottigliamento è il Polietilene Tereftalato (o PET) il quale, oltre ad avere qualità adatte alla conservazione degli alimenti, può essere riciclato al 100%: ciò avviene, in particolare, nel  caso delle acque minerali e delle bevande analcoliche.

Risulta, pertanto, importante coinvolgere e sensibilizzare i consumatori affinché, attraverso la raccolta responsabile delle bottiglie usate, favoriscano sempre più il riciclo.

Cosa indica la Prassi UNI

La Prassi UNI va a definire quanto di seguito.

Raggruppamento dei prodotti

La prassi raggruppa i prodotti secondo cinque “classi ambientali” (A, B, C, D, E) dove A identifica la migliore prestazione, E la peggiore.

Le metriche e gli indicatori utilizzati sono intuitivi per i consumatori, al fine di favorire una immediata comprensione del dato, che si traduce infine nella percezione di maggiore trasparenza e quindi in fiducia (nella figura a lato un esempio di etichetta elaborata secondo UNI/PdR 126:2022).

L’appartenenza alla classe ambientale

Per definire la “classe ambientale” la Prassi valuta i seguenti aspetti, a ciascuno dei quali è assegnato un punteggio:

  • con riferimento all’imballaggio (bottiglia), si considera:
  1. il peso del PET utilizzato;
  2. il peso del PET riciclato;
  3. il peso del tappo;
  • per quanto riguarda il prodotto, vengono misurati i consumi di energia termica ed elettrica necessari per la produzione delle bevande fino alla fase di imbottigliamento.

Concorrono alla definizione del punteggio anche l’innovazione di processo e di imballaggio:

  • la quantità di emissioni di CO2 per l’intero ciclo di vita del prodotto;
  • gli interventi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra;
  • la compensazione delle emissioni residue di CO2 tramite l’acquisto di crediti di carbonio nel mercato volontario.

Vengono anche considerati:

  • la riciclabilità dell’imballaggio
  • il sistema di tappo che rimane attaccato alla bottiglia per evitarne la dispersione (c.d. “slave”).

Per assicurare che l’etichetta contenga informazioni conformi alla Prassi di Riferimento l’azienda, al termine del processo di autovalutazione, deve sottoporre la documentazione ad un verificatore indipendente accreditato, secondo quanto previsto dalle norme UNI.

Download della Prassi

La UNI/PdR 126:2022 è liberamente scaricabile dal catalogo UNI.

Le dichiarazioni

“Il progetto che abbiamo presentato, da oggi a disposizione delle aziende di tutta Italia, è l’esito di un importante lavoro di squadra”. – ha affermato il Presidente di Confindustria Venezia Vincenzo Marinese – “La Prassi di Riferimento ha l’obiettivo di indicare con chiarezza la sostenibilità della bottiglia e del suo contenuto. La metrica utilizzata è quella della Classe Ambientale, riassunta da una semplice ed efficace etichetta colorata. Con questo progetto vogliamo fornire al consumatore uno strumento in più per riconoscere il grado di sostenibilità dei prodotti confezionati in PET. Intendiamo, inoltre, incoraggiarlo ad adottare comportamenti responsabili, per evitare la dispersione della plastica e favorirne il riciclo”.

“L’obiettivo di UNI è creare le condizioni per un mondo fatto bene garantendo prestazioni certe, sicurezza, qualità, rispetto per l’ambiente di prodotti, servizi, processi, persone e organizzazioni. Lo fa da 101 anni agendo come una grande piattaforma multistakeholder dove oltre 8.000 esperti (suddivisi in 1.100 organi tecnici) condividono conoscenze e valori, per dare risposte che non siano un compromesso al ribasso per accontentare tutti, bensì il riconoscimento ragionato della soluzione migliore che crea valore a beneficio di tutti. La mission UNI si è evoluta recependo le nuove esigenze della società e affiancando ai temi prettamente economico/produttivi quelli più sociali: welfare, salute, responsabilità sociale e sostenibilità (ambientale, economica e sociale). La UNI/PdR 126 sul calcolo delle performance ambientali di prodotto e imballaggio non è quindi un caso” ha dichiarato il Presidente UNI Giuseppe Rossi.

“Siamo orgogliosi di aver contributo con il nostro “Know-how” in materia di sostenibilità alla nascita di questo importante strumento per la misurazione delle prestazioni ambientali delle bottiglie in PET. Ci adopereremo per poter ottenere questa prestigiosa certificazione quanto prima – ha commentato Tullio Versace, Direttore Supply Chain, Eco Sostenibilità e Consigliere di Amministrazione del Gruppo San Benedetto – Il nostro Gruppo è leader in Italia nelle politiche ecosostenibili nel beverage analcolico grazie ad un impegno che ha radici lontane nel percorso industriale della nostra Azienda e che ci vede quotidianamente al lavoro per raggiungere la piena economia circolare e l’impatto zero”.


[1] Al tavolo dei lavori, condotto dall’UNI, hanno partecipato Confindustria Venezia (in qualità di Project Leader), rappresentanti di San Benedetto, Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ed Ecubo. Sarà il Gruppo San Benedetto a mettere in atto per primo la Prassi, in continuità con le azioni di miglioramento volte alla sostenibilità di processo e di prodotto che l’azienda da anni sta applicando.

[2] UNI ricorda che i risultati sono esplicitati graficamente, attraverso una etichetta, realizzata seguendo i criteri definiti dalla Prassi.

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