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La Commissione Europea lancia una consultazione sul CRM act

La Commissione Europea ha lanciato una call for evidence e una consultazione pubblica in preparazione del CRM Act.

Le domande

Le domande riguardano le diverse fasi della catena del valore, dall’estrazione alla lavorazione e al riciclo.

Il CRM Act mirerà in particolare ad individuare le azioni politiche necessarie per sviluppare progetti strategici volti a rafforzare le catene di approvvigionamento dell’UE, mantenendo al contempo condizioni di parità sostenibili.

L’atto legislativo sarà integrato da una comunicazione che presenterà altre iniziative per facilitare la diversificazione dell’offerta, attraverso azioni con i Paesi terzi, compresi accordi commerciali, di cooperazione e industriali strategici, che potrebbero assumere la forma di partenariati, accordi settoriali o iniziative multilaterali.

Per inviare i contributi

Si può navigare sul seguente sito:

Di seguito il link di riferimento:

https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13597-European-Critical-Raw-Materials-Act_en

Limite per i contributi

Sarà possibile fornire il proprio contributo fino al 25 novembre p.v.

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Commissione UE: approvata la carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 per l’Italia

Lo scorso 2 Dicembre la Commissione europea ha provveduto all’approvazione della Carta Italiana per la concessione degli aiuti a finalità regionale dal 1º gennaio 2022 al 31 dicembre 2027 nel quadro degli orientamenti riveduti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (“orientamenti”).

La revisione degli orientamenti

Gli orientamenti riveduti, adottati dalla Commissione il 19 aprile 2021, entreranno in vigore il 1º gennaio 2022.

Essi consentono agli Stati membri di aiutare le regioni europee meno favorite a recuperare il ritardo accumulato e di ridurre le disparità in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione – obiettivi di coesione che sono al centro delle politiche dell’Unione. Essi offrono inoltre agli Stati membri maggiori possibilità di dare sostegno alle regioni che affrontano una transizione o sfide strutturali, come lo spopolamento, affinché possano contribuire pienamente alla transizione verde e digitale.

Allo stesso tempo, gli orientamenti riveduti mantengono solide garanzie per impedire agli Stati membri di utilizzare fondi pubblici per innescare la delocalizzazione di posti di lavoro da uno Stato membro dell’UE a un altro, aspetto essenziale per la concorrenza leale nel mercato unico.

La carta degli aiuti a finalità regionale dell’Italia indica le regioni italiane ammissibili agli aiuti per investimenti a finalità regionale. La carta stabilisce inoltre le intensità massime di aiuto nelle regioni ammissibili. L’intensità dell’aiuto è l’importo massimo dell’aiuto di Stato che può essere concesso per ciascun beneficiario, espresso sotto forma di percentuale dei costi di investimento ammissibili.

A norma degli orientamenti riveduti, un gruppo di regioni che ospitano il 41,99 % della popolazione italiana sarà ammissibile agli aiuti per investimenti a finalità regionale:

Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna (che totalizzano il 32% della popolazione italiana) rientrano tra le regioni più svantaggiate dell’UE, con un PIL pro capite inferiore al 75 % della media UE. Tali regioni sono ammissibili agli aiuti a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE (le cosiddette “zone a”), con intensità massime di aiuto per le grandi imprese comprese tra il 30 % e il 40 %, in funzione del PIL pro capite della “zona a” di appartenenza;

l’Italia ha la possibilità di designare cosiddette “zone c non predefinite” per un massimo del 9,99 % della popolazione nazionale. La designazione specifica delle “zone c non predefinite” può avvenire in futuro e comporterebbe una o più modifiche della carta degli aiuti a finalità regionale approvata oggi.

In tutte le zone menzionate, le intensità massime di aiuto possono essere maggiorate di 10 punti percentuali per gli investimenti delle imprese di medie dimensioni e di 20 punti percentuali per gli investimenti delle piccole imprese (per i loro investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di EUR).

Una volta definito un futuro piano territoriale per una transizione giusta nell’ambito del regolamento sul Fondo per una transizione giusta, l’Italia avrà la possibilità di notificare una modifica della carta degli aiuti a finalità regionale approvata oggi, al fine di applicare un potenziale aumento dell’intensità massima di aiuto nelle future aree di transizione giusta, come specificato negli orientamenti riveduti per le “zone a”.

Contesto

L’Europa è sempre stata caratterizzata da notevoli disparità regionali in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione. Gli aiuti di Stato a finalità regionale mirano a sostenere lo sviluppo economico delle zone svantaggiate d’Europa, garantendo nel contempo parità di condizioni tra gli Stati membri.

Negli orientamenti la Commissione stabilisce le condizioni alle quali gli aiuti a finalità regionale possono essere considerati compatibili con il mercato interno e stabilisce i criteri per individuare le zone che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c), TFUE (rispettivamente “zone a” e “zone c”). Gli allegati degli orientamenti individuano le regioni più svantaggiate (le cosiddette “zone a”), che comprendono le regioni ultraperiferiche e le regioni il cui PIL pro capite è pari o inferiore al 75 % della media UE, e le “zone c predefinite”, che rappresentano le ex “zone a” e le zone scarsamente popolate.

Gli Stati membri possono designare le cosiddette “zone c non predefinite” fino a un massimale di copertura “c” predefinito (per il quale sono disponibili dati anche negli allegati I e II degli orientamenti) e in linea con determinati criteri. Gli Stati membri devono notificare alla Commissione per approvazione la loro proposta di carta degli aiuti a finalità regionale.

La versione non riservata della decisione odierna sarà consultabile sotto il numero SA.100380 (nel registro degli aiuti di Stato) sul sito web della DG Concorrenza. Le nuove decisioni relative agli aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di concorrenza (Competition Weekly e-News).

Informazioni

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Commissione UE: necessario dirigere la finanza verso il Green deal

Con una comunicazione la Commissione Europa l’europa ribadisce la centralità della nuova strategia di sviluppo sostenibile basata sul green deal,

Dirigere la finanza verso il Green Deal europeo

Con la COM(2021) 188 del 21 Aprile 2021, la Commissione europea, rivolgendosi a Parlamento, Consiglio, Comitato delle Regioni, fa il punto della situazione sulla tassonomia comunitaria, sulle modalità di reporting, sulle preferenze inerenti il tema della sostenibilità ambientale ed in particolare a livello aziendale.

La commissione si sofferma sul recente Green Deal comunitario, rilasciato agli inizi del Dicembre 2019, prima della pandemia dovuta al COVID-19, e ribadisce il ruolo centrale del nuovo corso verde, finalizzato a garantire una crescita tale da migliorare il benessere e salute dei cittadini, coniugando lo sviluppo economico-finanziario a quello sostenibile.

Ciò dovrà essere raggiunto rendendo l’Europa climaticamente neutra entro il 2050 e proteggendo, conservando e migliorando lo stato del capitale naturale e della biodiversità sul nostro territorio.

Obiettivo: un sistema finanziario sostenibile

La commissione sottolinea ancora una volta come, in tale contesto, deve essere garantita anche una finanza “sostenibile”, e ciò deve passare, innanzitutto, attraverso una legislazione finanziaria e un chiaro percorso di transizione per le imprese.

Infatti, la portata degli investimenti necessari realizzare i cambiamenti necessari metterà il settore finanziario europeo al centro della ripresa economica che dovrà avere i profili della sostenibilità e della inclusività, nel contesto della pandemia COVID-19 e dallo sviluppo economico sostenibile a lungo termine dell’Europa.

Non si tratta di un atto estemporaneo: l’Unione sta procedendo da tempo in questa direzione – come sopra evidenziato – e l’atto delegato sulla tassonomia del clima [1], del regolamento sull’informativa sulla finanza sostenibile ne sono la chiara testimonianza.

Finanziare la transizione alla sostenibilità

La Commissione si propone di valutare la possibilità di proporre una legislazione a sostegno del finanziamento di alcune attività economiche, principalmente nel settore energetico, compreso il gas, che contribuiscono a ridurre le emissioni di gas a effetto serra in modo da supportare la transizione verso la neutralità climatica neutralità per tutto il decennio in corso.

Questa proposta mirerebbe a definire i tempi e fasi intermedie per quelle attività economiche, anche per gli investimenti esistenti, che contribuire al processo di transizione in modo coerente con il Green Deal europeo.

Un tale approccio consentirebbe di dare seguito alle conclusioni del Consiglio europeo dell’11-12 Dicembre 2020, che riconoscono il ruolo delle tecnologie di transizione come il gas naturale.

Gli investimenti in progetti di gas naturale possono beneficiare del sostegno finanziario degli strumenti dell’UE, ove tali investimenti sostengono gli obiettivi della politica dell’UE in modo coerente con il Green Affare. Gli esempi includono Recovery and Resilience Facility13, Invest EU, the European Fondo di sviluppo regionale e Fondo per la modernizzazione del sistema di scambio di quote di emissioni, che consentire ai progetti di gas naturale di qualificarsi previa valutazione caso per caso.

La transizione verso un’economia climaticamente neutra e sostenibile non è un evento una tantum ma a processi. Per le aziende, questa transizione significa ridurre le emissioni di gas serra, diventare resiliente e ridurre i danni ambientali nel tempo. Per gli investitori, transizione significa migliorare le prestazioni ambientali di un portafoglio nel tempo.

Per maggiori informazioni

Potete consultare il documento, cliccando qui.

[1] La Commissione ha presentato l’atto delegato sulla tassonomia del clima dell’UE, una proposta per una Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che rivede la non finanziaria Direttiva sulle relazioni e modifiche agli atti delegati per riflettere meglio la sostenibilità preferenze in materia di consulenza assicurativa e di investimento e considerazioni di sostenibilità nel prodotto governance e doveri fiduciari. Introduce chiari criteri di performance per determinare quali attività economiche fanno a contributo sostanziale agli obiettivi del Green Deal, e, nelle speranze della Commissione, dovrà aiutare a guidare un mondo più verde, più equo e più sostenibile Europa e sostenere l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Questi criteri creano un comune linguaggio per imprese e investitori, consentendo loro di comunicare sulle attività verdi con maggiore credibilità e aiutandoli a navigare nella transizione già in corso. La tassonomia dell’UE svolgerà anche un ruolo importante nella creazione dello standard EU Green Bond e

il marchio Ecolabel UE per alcuni prodotti finanziari al dettaglio. Attraverso l’atto delegato sulla tassonomia dell’UE per il clima, le attività economiche di circa il 40% delle società quotate, nei settori responsabili di quasi l’80% della serra diretta le emissioni di gas in Europa sono già coperte, con ulteriori attività da aggiungere in futuro.

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